Cicloturismo

Ex ferrovia Treviso-Ostiglia a un passo dal completamento

Un nuovo punto dopo l’inaugurazione del tratto Cologna Veneta-Menago

Torniamo a parlare della pista ciclabile sull’ex ferrovia Treviso-Ostiglia dopo il nostro articolo apparso su Ruotalibera 182 della primavera 2024, preceduto sul 181 dal bell’articolo di Antonio Dalla Venezia sull’avventurosa storia del recupero di questo prezioso sedime ferroviario dismesso, che anche grazie al prezioso lavoro di FIAB è stato strappato a un destino, apparentemente già scritto, di ennesima strada camionabile (se possibile invitiamo chi legge a riguardare questi due articoli prima di procedere).

A giugno 2024 eravamo rimasti ai 58 km già percorribili tra Treviso e il Bacchiglione (Montegalda) e alla partenza dei lavori – divisi in 7 lotti – nei restanti 54 km veneti fino al confine regionale, cui andranno poi aggiunti gli ultimi 7-8 km in territorio di Ostiglia (Mantova). Da allora cos’è successo?

Un anno fa, l’8 agosto 2024, è stato inaugurato con un certo ritardo il tratto vicentino-veronese di 26 km tra il Bacchiglione e Cologna Veneta (lotti I-II-III) presso l’ex stazione di Sossano, alla presenza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, della vice Elisa De Berti, della dirigenza di Veneto Strade e degli amministratori locali. In realtà resta ancora oggi da aprire il sottopasso ciclabile dell’autostrada A31 vicino a Ghizzole, già realizzato ma attualmente impraticabile; nell’attesa – speriamo breve – va usato l’adiacente cavalcavia autostradale della SP16 che di là permette di rientrare sulla pista che porta a Villaganzerla.

È invece storia di oggi (4 agosto 2025) l’inaugurazione a Cologna Veneta, sempre alla presenza di Zaia, De Berti etc., del tratto veronese di 22 km tra Cologna e il Menago (lotti IV-V-VI). Mentre scriviamo sono però ancora in corso lavori per circa 2 km di pista tra la fine di un tratto dopo Legnago lungo il fiume Bussè e la stazione di Aselogna di Cerea, in prossimità del superamento della SS434 Transpolesana. Ci sono anche alcuni problemi nell’attraversamento di Legnago, dove già da Porto la pista deve abbandonare il sedime ferroviario e va seguito un percorso urbano che presenta ancora punti carenti: l’augurio è che il Comune, con cui siamo in contatto, provveda presto a sistemare queste lacune.

A questo punto nel Veneto manca solo l’ultimo tratto di 6 km nel comune di Casaleone (lotto VII) tra il fiume Menago e il confine regionale: qui il grosso impegno è il ponte sul Menago, che, contrariamente alla prima ipotesi che prevedeva un attraversamento a raso, sarà un’opera a lunga campata per superare la pericolosa SP47 Cerea- Bergantino che corre sull’argine est. Fine lavori prevista entro il 2026.

Per concludere, due parole sul tratto finale lombardo di 7-8 km di Ostiglia. Dopo lunghe insistenze la nuova amministrazione comunale è riuscita a convincere Provincia e Regione a rifinanziare l’opera (addirittura fino al ponte sul Po) a seguito di alcune varianti che è stato necessario apportare… però recentemente sono sorte nuove incomprensioni tra Regione e RFI sul recupero di un tratto di sedime. Avremo notizie più chiare forse solo verso fine anno quando ne riparleremo col comune ostiliense, ma è probabile che questo provocherà un sensibile ritardo nell’avvio dei lavori.

Che dire? Finora abbiamo aspettato trent’anni, non saranno certo queste ulteriori attese a spaventarci…

(da Ruotalibera 186 – settembre-dicembre 2025)

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