Francesco Covelli: il socio attivo con la passione delle ciclostoriche

Dalla capostipite “Eroica” nelle terre del Chianti alla “Borghi e Castelli” in provincia di Bergamo, alla “Sfacciata” sul lago di Garda, la passione del socio attivo Francesco “Franz” Covelli sono le ciclostoriche, manifestazioni spuntate come funghi negli ultimi anni in tutto il Nord Italia e oltre. Occasioni per mettere in strada alcuni dei pezzi più pregiati dalla sua collezione di sei bici e un tandem: una Gravel e una Bressan.
“La pedalata assistita? Finché posso cerco di non usarla, anche se ritengo che, tolti certi eccessi, come quando ti ritrovi gente del tutto impreparata sui passi dolomitici, sia una novità importante per avvicinare più persone alla bicicletta” dice.
Antica è anche la sua passione per il mezzo a pedali: “Comprai la prima bicicletta seria nel 1979, una Chesini che ancora oggi uso in alcune ciclostoriche. Al tempo stavo rallentando con il calcio, la mia passione da giovane. Ho cominciato a diminuire le partite di calcio e ad aumentare i chilometri percorsi in bicicletta”.
Gli Amici della Bicicletta li tiene sottocchio “fin da quando Ruotalibera era un ciclostilato” ma per varie vicissitudini, compreso l’impegno sociale in altre associazioni di volontariato, Franz si iscrive alla FIAB “soltanto” nel 2011, assieme a tutta la famiglia: moglie e due figli. “Trovo che la copertura assicurativa compresa nella quota di iscrizione sia un plus non da poco”.
Da allora altra acqua è passata sotto ai ponti: “Nel 2015, dopo la morte di mio papà, al quale prestavo assistenza, ho cominciato a fare le ciclovacanze FIAB Verona con Guido Dosso, Fabrizia Graziani e Marco Giavoni. Sempre ben organizzate, conservo dei bellissimi ricordi: i dodici giorni in Borgogna, la Basilicata, la Slovenia, dove torno sempre volentieri: ho visto posti che mai avrei pensato di conoscere”.
In pensione dal 1° giugno 2025, Covelli è pronto ad aprire un nuovo capitolo della suo impegno civico: “Ho dato la disponibilità come socio attivo, con il tempo libero conto di poter contribuire di più al lavoro dell’associazione pur mantenendo l’impegno nell’APS Di.A.N.A. che si occupa di non autosufficienza” di cui la moglie, Donatella Oliosi, è la presidente.
(da Ruotalibera 186 – settembre-dicembre 2025)