La lezione di Valencia
Incontro con Giuseppe Grezzi, l’assessore italiano che ha trasformato la terza città della Spagna

Lunedì 23 giugno 2025, alla casa di quartiere Baleno di San Zeno, si è svolto l’incontro pubblico “Valencia/Verona. Come una città cambia mobilità”. La giornalista Laura Perina ha intervistato Giuseppe Grezzi, ex Vicesindaco, Assessore alla Mobilità e Spazio Pubblico della città di Valencia, dove ha ricoperto anche l’incarico di presidente dell’azienda dei trasporti, e Tommaso Ferrari, Assessore alla mobilità di Verona.
Grezzi ha raccontato il percorso fatto a Valencia durante il suo incarico pubblico di governo durato 8 anni. Il cambiamento impresso alla città di 800 mila abitanti in 8 anni di lavoro non ha riguardato solamente gli aspetti relativi alla mobilità: infatti fare politiche di mobilità sistemiche non può prescindere da uno sguardo urbanistico differente, volto alla sostenibilità e al riequilibrio dell’uso dello spazio pubblico che, essendo un bene limitato, va condiviso.
È stato strategico avere una delega che comprendesse sia la mobilità sostenibile che lo spazio pubblico ed è stato molto incisivo avere anche l’incarico politico di guida dell’azienda dei trasporti. In questo modo è stato possibile costruire una politica di mobilità globale.
Chi è Giuseppe Grezzi
Classe 1973, originario della Basilicata, Grezzi in Spagna è arrivato nel 2000. Ha lavorato come traduttore e fondato la Coop Ecovida, dedicata a servizi mediambientali. Specializzato in mobilità e trasporti, è stato assistente alla regione e al comune di Valencia. Eletto consigliere comunale nel 2015, è stato nominato Vicesindaco, Assessore alla Mobilità Sostenibile e Spazio Pubblico e Presidente dell’azienda dei Trasporti EMT.
Il 26 maggio 2019 la coalizione a cui appartiene ha vinto le elezioni ed è stato riconfermato Assessore. In quasi otto anni di gestione, Valencia è diventata un simbolo delle città in transizione verso la mobilità sostenibile, il recupero di spazi pubblici di qualità e l’impulso alla bici.
EMT fu premiata come migliore impresa di trasporto urbano del 2018. Valencia conta 190 km di piste ciclabili, di cui 70 km creati negli ultimi 7 anni, ed è stata nominata Capitale Verde Europea 2024.
A maggio 2023 c’è stato un cambio di governo, e Giuseppe Grezzi in questo momento è consigliere comunale del partito Compromís.
Durante il suo mandato di governo la città di Valencia, anche grazie all’assetto legislativo che consente ampi poteri alle comunità locali, ha esteso le zone a 30 km/h ed è diventata una delle prime città 30 in Europa (dal 2019). Valencia ha trasformato e rigenerato ampie porzioni di città dal punto di vista urbanistico, recuperandole dal degrado e consegnando alle persone spazi pubblici di qualità da frequentare, con più aree verdi e pedonali. Ha trasformato, riqualificato e pedonalizzato spazi davanti alle scuole. Attraverso l’azione dell’azienda dei trasporti ha ammodernato la flotta dei bus e le pensiline, costruito parcheggi scambiatori, rafforzato la rete e la frequenza del trasporto pubblico, anche nel servizio serale e notturno. Dal punto di vista aziendale, sono aumentati sia il numero di viaggiatori trasportati, che il fatturato complessivo. Ha dato impulso alla mobilità ciclistica, progettando e realizzando piste ciclabili ed ottenendo un incremento dell’uso della bici ed una diminuzione dell’uso del mezzo privato.
In una città come Valencia, che è essenzialmente densa e compatta, bici, pedonalità e trasporto pubblico hanno grandi possibilità di essere più vantaggiosi che spostarsi in auto. Per fare tutto ciò è stato fondamentale poter attingere ai fondi europei.
Le radicali politiche delle pedonalizzazioni sono state aspramente criticate dai commercianti e dalle opposizioni politiche: tuttavia i risultati hanno dimostrato che il commercio nelle aree pedonali ha migliorato il proprio fatturato e la nuova amministrazione di centrodestra non ha fatto nessun passo indietro sulle trasformazioni un tempo aspramente criticate.
I numeri della trasformazione di Valencia
- 75% delle strade con limite a 30 km/h
- Riduzione traffico automobilistico
- +50% il budget del trasporto pubblico
- 75 chilometri di nuove piste ciclabili
- +200% delle persone che usano i percorsi ciclabili
- 150.000 metri quadrati restituiti ai cittadini
- Un centro urbano più vivibile, più sano, più libero.
L’incontro è stato entusiasmante e motivante per tutti e tutte noi veronesi che in 3 anni stiamo cercando di imprimere una svolta e un’accelerazione alle politiche di mobilità sostenibile della nostra città.
Penso che gli insegnamenti che ci portiamo a casa siano quelli di costruire una politica integrata: la mobilità sostenibile non è solo una questione di trasporti, è una questione di urbanistica, di ripensare e riequilibrare lo spazio pubblico, di migliorare le condizioni ambientali e di salubrità della città, di diminuire il costo dell’incidentalità stradale. Per fare queste trasformazioni è fondamentale avere una visione di base, con misure da implementare gradualmente ma inesorabilmente, da comunicare con una strategia.
Serve una sintonia all’interno dell’amministrazione, in modo che questa prospettiva sia condivisa e sostenuta da tutti. Serve infine un lavoro sinergico tra il Comune e le aziende che si occupano di mobilità.
di Michele Bresaola
(da Ruotalibera 186 – settembre-dicembre 2025)
L’autore
Michele Bresaola è consigliere del Comune di Verona dove presiede la Terza Commissione dedicata a Mobilità, Strade e Traffico, Ambiente, Gestione del Verde, Tutela degli Animali, Transizione ecologica, Politiche energetiche, Rifiuti.