Racconti di viaggio

Ma venite dalla Val Brembana?

Credo che molti siano a conoscenza dell’esistenza della Val Brembana solo grazie ad una famosa battuta del film Totò, Peppino e la malafemmina, ed è un peccato perché è veramente bella, soprattutto se percorsa sulla ciclovia che segue il tracciato della vecchia ferrovia per tutta la valle. Noi in realtà però siamo venuti dalla Val Seriana. Infatti la partenza della ciclovacanza è stata dal bel paese di Clusone nell’alta valle del Serio, fiume che dà il nome alla valle e che ci accompagnerà fino alle porte di Bergamo.

Clusone non è stato un mero punto di partenza ma parte integrante della vacanza, l’orologio astronomico nella piazza omonima e la vicina danza macabra sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini, sono imperdibili. Facile la prima tappa con una dolce discesa tra le anse del Serio che si attraversa più volte in un paesaggio verdeggiante. La parte più “impegnativa” della giornata è stata l’attraversamento di Bergamo bassa, dopo chilometri di blanda ciclabile ci siamo immersi nel traffico del tardo pomeriggio, alcuni tratti di pista ciclabile ed alcune corsie ciclabili ci hanno condotti comunque con buona sicurezza all’albergo che è stato il punto di partenza dei giorni successivi.

La mattina, scendendo per la prima colazione, ci ha sorpreso l’incontro con una deliziosa Carolina Kostner, in città per un avvenimento sportivo, anche lei ospite dell’hotel. Il “giorno più lungo”, 80km, inizia con una bella sorpresa e quindi il clima uggioso ci lascia indifferenti. A parte una piccola deviazione a Villa d’Almè e a Zogno, l’intero percorso è su ciclabile. Giornata densa di cose da scoprire a partire dal santuario della Madonna di Sombreno posta su una collina, con relativa salita!, all’imbocco della val Brembana. Superata Villa d’Almè ci immettiamo sul quella che era la ferrovia che arrivava a Piazza Brembana, giro di boa di giornata.

Ponte delle Capre sul Brembo

Il percorso è in salita e con leggera costante pendenza, superando vecchie stazioni, ponti ferroviari e ben 28 gallerie, arriviamo a Piazza Brembana. Ci siamo tenuti per la discesa le cose da visitare, prima fra tutte l’incantevole borgo medievale Cornello dei Tassi. Con una breve deviazione arriviamo alla stradina pedonale che arriva al borgo. Cornello ha legato il suo nome a quello della famiglia Tasso, famiglia conosciuta per aver dato i natali ai letterati Bernardo Tasso e suo figlio Torquato e che può essere considerata una delle prime imprese multinazionali europee, dal momento che detenne per secoli il monopolio del servizio postale tra i territori asburgici e gli altri stati d’Europa. I Tasso furono di fatto i fondatori delle moderne poste.

Altra tappa imperdibile è San Pellegrino Terme. Al centro della valle è conosciuta in tutto il mondo per la sua rinomata acqua minerale, ha avuto il suo maggior splendore negli anni venti, le belle architetture liberty dal Grand’hotel al casinò ai portici sono la testimonianza del glorioso passato.

Il giorno successivo la nostra guida ci attende a Bergamo alta per le 14.00, giusto il tempo per percorrere la ciclabile del Morla che si snoda in un ambiente boschivo alle spalle della città con qualche breve salita a tratti impegnativa, per arrivare alla porta Sant’Agostino. Percorso il viale delle mura veneziane arriviamo a Colle Aperto dove inizierà il percorso di visita. Lina, la nostra guida, ci porta a conoscere una Bergamo in festa, in piazza Vecchia è stato allestito un vivaio a cielo aperto per raccolta fondi a favore Unicef e nel resto della città si sta svolgendo la Millegradini, una camminata nei luoghi più belli della città e nei luoghi culturali aperti per l’occasione.

Molte le cose da vedere e le due ore e mezza si sono rivelate appena sufficienti per avere un’idea della bellezza della città. La Cittadella, la cappella del Colleoni, la cattedrale di sant’Alessando, Piazza Vecchia, Palazzo della Ragione e la Basilica di Santa Maria Maggiore per fortuna sono tutte vicine ed abbiamo avuto modo di vederle. In particolare meritano la visita la cappella del Colleoni, con la tomba del famoso capitano di ventura che ebbe anche un notevole impegno civile a favore dei ceti più poveri della città, e la Basilica di Santa Maria Maggiore che ospita la tomba di Gaetano Donizetti e dei formidabili intarsi in legno su disegno di Lorenzo Lotto.

L’ultimo giorno partiamo alla volta di Sotto il Monte paese natale di Papa Giovanni XXIII, il papa buono: immancabili la visita alla cattedrale a lui dedicata ed alla casa natale. Procediamo quindi verso il fiume Adda per arrivare sulla ciclabile che segue l’argine destro del fiume. L’ambiente è verdeggiante e la riva è talmente vicina da poter toccare l’acqua. Arriviamo giusto in tempo per la sosta pranzo a Imbersago dove c’è il traghetto di Leonardo, un particolare tipo di traghetto a mano. Tra le due sponde del fiume è teso un cavo d’acciaio a cui è affrancato il traghetto, il quale trae il movimento dalla corrente del fiume, rendendo inutile l’uso di un motore. Non appena i due scafi si trovano in posizione obliqua, la corrente ne permette la traversata.

Villaggio Industriale di Crespi d’Adda

Proseguiamo senza fatica ma in prossimità del ponte San Michele, un ponte ad arco in ferro riconosciuto come uno dei simboli dell’archeologia industriale italiana, dobbiamo fare una deviazione a causa di una frana sulla ciclabile. Una dura rampa ci porta alla quota del ponte e con un percorso di qualche chilometro ritorniamo in riva all’Adda in prossimità della centrale elettrica Bertini. Costruita nel 1895 e tutt’ora in funzione, è una delle più antiche centrali idroelettriche d’Europa e a quel tempo quella con la maggiore potenza installata, seconda al mondo dopo quella delle cascate del Niagara.

Superato Trezzo d’Adda arriviamo tramite una passerella sul fiume al villaggio Crespi. Crespi è la straordinaria storia di una vera e propria città ideale del lavoro, un piccolo feudo dove il castello del padrone era simbolo sia dell’autorità che della benevolenza verso i lavoratori e le loro famiglie. Nato nel pieno della rivoluzione industriale ad opera della famiglia di industriali cotonieri Crespi, fu progettato e realizzato per dare a tutti i dipendenti una villetta, con orto e giardino, e di fornire tutti i servizi necessari alla vita della comunità: chiesa, scuola, ospedale, dopolavoro, teatro, bagni pubblici. Dal 1995 è patrimonio Unesco.

Degna conclusione di una ciclovacanza che coniuga il piacere delle pedalate in compagnia alla scoperta delle bellezze del nostro paese. 

(da Ruotalibera 184 – gennaio-aprile 2025)


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Luca Reani

Ciclista impenitente dai tempi delle elementari. Il suo motto è: per andare in bici serve soprattutto la voglia! La pioggia, il freddo, il caldo, il vento, il traffico (eccetera, eccetera...) sono solo scuse.
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