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Edizione 2006

CACCIA AL TESORO NOTTURNA

Qualche giorno prima del Tocatì, un'amica della bici -e pertanto anche amica mia- mi chiese: "Sei libero in quel periodo?"
Dopo il mio spontaneo sì, mi ritrovai iscritto come accompagnatore ufficiale di un gruppo di caccia al tesoro in bicicletta. Ossequiente comunque all'impegno preso, la sera della caccia, appena uscito dal lavoro, mi diressi in Piazza Erbe con largo anticipo, dato che il mio senso dell'orientamento non è propriamente dei migliori, riuscendo eroicamente ad arrivare senza perdermi...dovevo fare l'accompagnatore!
Dopo aver conosciuto il mio gruppo (in queste occasioni si fa prestissimo a fare amicizia con tutti), e ricevuta la prima busta, sono rimasto allibito vedendo con quale velocità i cacciatori di tesori riescono a risolvere quiz, proverbi, cruciverba, rebus, anagrammi, e traduzioni varie.
Siamo stati così bravi, ma così bravi, che abbiamo perfino saltato una tappa: cercavamo un biglietto in una via e vedevamo altri gruppi che entravano in un bar, chiedevano la loro busta e uscivano.
Perchè faticare tanto arrampicati sulle grondaie, quando una bustina del tesoro si può comodamente ordinare al bar?
Peccato che la sosta bar per noi fosse due tappe più avanti...
Siamo così finiti a cercare una lapide commemorativa di un antico incendio, scritta in latino-tardo-medievale, posta su un muro il cui unico indizio era il colore rosso e rosato.
La soluzione è venuta grazie ad un signore conosciuto per caso, forse un professore di storia dell'arte, che è andato a casa sua (cinque minuti in bici) a prenderci un libricino, dalle pagine ormai ingiallite, dove erano raccolte tutte le iscrizioni marmoree della città.
Ora, io penso che ci siano due sole persone che posseggono un libro del genere: quel signore, e chi ha ideato la caccia al tesoro, e magari sono parenti.

Per il resto il mio ruolo era solo quello di evitare che i partecipanti si facessero prendere dalla foga correndo troppo senza guardare nessuno, ma ahimè l'entusiasmo è contagioso, così anch'io ho rischiato di investire il mio turista giapponese.

Dulcis in fundo: la tappa finale: il vero tesoro: unico per tutti, che chi primo trova vince.
E' curioso, buffo ed umiliante dover raccontare che abbiamo risolto il testo dell'ultimo quesito vicino ad una statua, per poi precipitarci a cercare il tesoro sotto un angelo per tutta Verona, senza fermarci prima a guardare le ali di quella statua, che sembravano volare via leggere...come il tesoro!

Però ci siamo divertiti tantissimo.
All'anno prossimo.

Lorenzo Rossi  
 
 
 

 

 

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