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Tra mappe e realtà: OpenStreetMap e FIAB

Sempre più spesso, la scoperta di un nuovo itinerario ciclabile inizia con un’occhiata a una delle tante app disponibili. Ma dietro a queste app c’è quasi sempre una fonte di dati potente e invisibile: OpenStreetMap (OSM). OSM non è l’ennesima mappa online: è una grande raccolta di informazioni geografiche, libera, aperta e in continuo aggiornamento, costruita grazie al contributo di migliaia di volontari. Non è una mappa, ma l’insieme di informazioni che servono a crearne una, anche personalizzata. Senza questo database molte delle app che usiamo non solo non potrebbero funzionare, ma probabilmente non sarebbero nate.

Un organismo vivente

Dimentichiamo l’idea di una mappa statica da aggiornare con cadenze specifiche, con lunghi intervalli tra un’emissione e l’altra. OpenStreetMap è un archivio digitale in continua evoluzione. Al suo interno non ci sono semplici disegni, ma dati precisi e strutturati. Ogni strada, ogni sentiero, ogni pista ciclabile è definita da coordinate geografiche esatte. E a ciascun elemento sono associate delle “etichette”, tecnicamente chiamate “tag”: tipo di superficie (asfalto, sterrato, pavé, ghiaia, terra,…), presenza di corsie o piste ciclabili, pendenza, illuminazione, fontanelle, rastrelliere…

Questo immenso “magazzino” di dati è organizzato nello stesso modo in tutto il mondo. E, soprattutto, è aperto: chiunque può accedervi liberamente, utilizzarlo, modificarlo e migliorarlo. Una differenza sostanziale rispetto ai database geografici commerciali, che sono spesso costosi, difficili da aggiornare e di proprietà di poche aziende.

Uno strumento potente

La vera potenza di OpenStreetMap si manifesta quando questi dati vengono utilizzati per creare servizi, applicazioni, studi. Molte delle app per ciclisti, tra cui le più diffuse (Komoot, Strava, Naviki) si basano proprio su OSM che fornisce loro i dati grezzi, le fondamenta su cui le app costruiscono interfacce intuitive e funzionalità avanzate. Questa chiara suddivisione dei ruoli tra OpenStreetMap e gli sviluppatori di app sta portando a risultati notevoli. Mentre OSM si concentra nel fornire un database geografico sempre aggiornato e dettagliato, i creatori di app possono dedicarsi completamente allo sviluppo di software innovativi e performanti.

Questo va a beneficio di tutti gli utenti della bicicletta, con app sempre più mirate a diversi tipi di ciclisti (e non solo). Ad esempio, troviamo app per gli amanti della mountain bike, con funzionalità specifiche per individuare percorsi sterrati, sentieri tecnici e dislivelli. Allo stesso modo ci sono app per i ciclisti su strada, focalizzate sulle prestazioni, con monitoraggio di velocità, frequenza cardiaca, potenza e cadenza, oltre a strumenti per l’analisi dei dati e la pianificazione di allenamenti. Non mancano poi le app per chi usa la bici in città, con percorsi ottimizzati per la sicurezza: offrono indicazioni su piste ciclabili, traffico e servizi utili come parcheggi per bici e stazioni di bike sharing. Esistono infine app dedicate al cicloturismo, con mappe offline dettagliate, informazioni su alloggi, punti di interesse e servizi lungo il percorso, oltre alla possibilità di scaricare tracce gps e itinerari completi.

Il risultato è un ecosistema in cui tutti, dal ciclista urbano al cicloturista, dal biker estremo al semplice appassionato, possono trovare l’app perfetta per le proprie esigenze. Va comunque aggiunto che, se OpenStreetMap è certamente utile nella fase di pianificazione, l’esperienza di viaggio si arricchisce profondamente grazie alle guide turistiche cartacee dedicate al ciclismo. Questi strumenti offrono un tesoro di informazioni turistiche, approfondimenti storici, suggerimenti per soste enogastronomiche e consigli pratici che vanno ben oltre la semplice rappresentazione cartografica. La loro ricchezza di dettagli e narrazioni contestualizza il percorso, trasformando una pedalata, in un viaggio.

Tutte le ciclovie in un unico database: un sogno?

Un obiettivo ambizioso ma realizzabile è quello di avere tutte le ciclovie d’Italia mappate in modo completo e uniforme in OSM. Questo permetterebbe a chiunque, dal cicloturista al pendolare in bici, di trovare facilmente informazioni precise e aggiornate su qualsiasi percorso ciclabile, indipendentemente dall’ente che lo gestisce. Attualmente la situazione è frammentata: le informazioni sulle ciclovie sono disperse tra diversi enti (Regioni, Province, Comuni, parchi, ecc.), spesso in formati incompatibili tra loro. Portare queste informazioni su OSM, utilizzando lo standard delle “relazioni” per collegare i vari tratti di una stessa ciclovia, rappresenterebbe un passo avanti significativo. I vantaggi sarebbero molteplici. I turisti in bicicletta potrebbero pianificare i loro viaggi in Italia con maggiore facilità, scoprendo nuovi itinerari e dati affidabili. I cittadini troverebbero più facilmente informazioni locali, un incentivo per scegliere la bici nei loro spostamenti. Gli enti gestori avrebbero una piattaforma unica per promuovere le proprie ciclovie, raggiungendo un pubblico più ampio e semplificando la gestione delle informazioni. Infine, gli sviluppatori di app avrebbero un database unico e standardizzato da cui attingere senza dover raccogliere e aggiornare autonomamente i dati cartografici, col rischio di essere guidati da logiche più commerciali.

Si tratta di un lavoro che richiede impegno e collaborazione tra enti pubblici, associazioni come FIAB e la comunità di OpenStreetMap. Un percorso che, se intrapreso con decisione, può portare a un miglioramento concreto della fruibilità della rete ciclabile italiana, a beneficio di tutti.

E tutto il resto che c’è ora?

Ci possiamo chiedere: “Ma non ci sono già tante tracce gps disponibili online?”. È vero, esistono molte risorse di questo tipo, ma c’è una differenza fondamentale con una rete ciclabile completamente integrata su OSM. Le tracce gps sono singoli file che descrivono un percorso specifico: utili, certo, ma spesso frammentari e scollegati tra loro, come tanti pezzi di un puzzle sparsi qua e là senza una visione d’insieme. Con una rete integrata su OSM, invece, le ciclovie sono pezzi di un puzzle che si incastrano, formando un quadro completo. Ogni tratto è collegato agli altri, creando una rete continua e navigabile. Questo significa che non solo si può seguire un percorso predefinito, ma anche creare combinazioni personalizzate, unendo più ciclovie in base alle proprie esigenze. Oppure, semplicemente, accorgersi di essere vicini a una ciclovia interessante mentre si sta pedalando, e decidere di deviare per esplorarla. Con OSM, la scoperta diventa più facile e spontanea perché la rete ciclabile è sempre a portata di mano, in modo organico e interconnesso.

Cosa può fare FIAB?

Se tutte le associazioni FIAB in Italia contribuissero attivamente alla comunità di OpenStreetMap rendendo disponibili le loro preziose conoscenze sul territorio, avremmo un database ciclistico nazionale incredibilmente ricco e dettagliato, pur con le inevitabili differenze di copertura da una zona d’Italia a un’altra (non si dimentichi che il progetto OSM è nato e rimane sempre basato sul volontariato). Ogni percorso locale, ogni informazione su strade, servizi e punti di interesse per i ciclisti sarebbe disponibile e facilmente accessibile a tutti. In particolare questo avrebbe sicuramente un impatto positivo sul cicloturismo. Infatti sempre più turisti, italiani e stranieri, utilizzano le mappe online per pianificare i loro viaggi in bicicletta: se essi trovassero su OSM informazioni complete e aggiornate sulle ciclovie italiane è probabile che l’Italia diventerebbe una meta ancora più attraente, dando avvio a un circolo virtuoso. In effetti un aumento del cicloturismo porterebbe inevitabilmente a una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso le infrastrutture ciclabili: vedendo il cicloturismo come una risorsa economica importante per il territorio le amministrazioni locali sarebbero incentivate a investire in manutenzione e sviluppo di nuovi percorsi, con ricadute positive anche sugli spostamenti locali.

di Giulio Barba
(da Ruotalibera 185 – maggio-agosto 2025)

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Redazione Ruotalibera

La nostra pubblicazione principale è il quadrimestrale Ruotalibera, che da sempre arriva regolarmente nelle case di tutti i soci, e che illustra la vita e le proposte dell’associazione. Dal 2019 tutti gli articoli della rivista cartacea sono riportati anche online sul sito web, per consentire una miglior indicizzazione e diffusione dei contenuti. Buona lettura!
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