Ciclabilità a San Giovanni Lupatoto 2020: tante luci e qualche ombra
Il 2020 è stato un anno sicuramente difficile per tutti, per chi ama usare la bicicletta negli spostamenti casa- lavoro e per chi la usa solo nel tempo libero e per le vacanze. La bicicletta per definizione è sinonimo di aggregazione e tutti abbiamo dovuto rinunciare a piccoli o grandi viaggi, a gite con amici e per un lungo periodo ad uscire dal Comune di residenza.
Però qualche soddisfazione c’è stata e come ogni periodo di crisi, anche questo ha portato a galla comportamenti e numeri che prima non si erano mai visti: tante persone che parlano di bicicletta, tanti che se la comprano soprattutto con l’incentivo. A proposito, è impossibile non sfruttare questo articolo per mettere in evidenza quanto anche in questa occasione il Governo abbia dimostrato una certa superficialità: i lupatotini, abitando in un Comune con meno di 35.000 abitanti, non hanno diritto al contributo. Perché? Con una superficie di circa 19 km2 e una popolazione di circa 25.000 persone, il nostro Comune ha una densità simile al Comune di Verona e presenta problemi di traffico e smog simili a qualsiasi altra area metropolitana. Quindi che strategia ci sia sotto questa limitazione non si è assolutamente capito, anche perché facilmente aggirabile.
Ma lasciando da parte le polemiche, ecco che durante il lockdown abbiamo comunque notato tanti lupatotini riversarsi in strada con le bici, dimostrando che il potenziale c’è e va soltanto stimolato. Le bici in garage ci sono, ma fuori bisogna creare spazi nuovi, possibilmente attraenti.
Ecco che l’Amministrazione, confortata da tanta gente interessata (i maligni dicono per l’avvicinarsi delle elezioni), ha risposto con tanti interventi che erano in attesa e che finalmente hanno visto luce: è stato risistemato il ponte ciclabile sul Canal Milani. È stata creata una pista ciclabile sul cavalcavia di Palazzina, punto particolarmente pericoloso e nevralgico della viabilità. E’ stata risistemata la ciclabile di Raldon che purtroppo era impraticabile a causa delle radici degli alberi. Sono stati realizzati dei passaggi pedonali rialzati e posati archetti e paletti a difesa dei pedoni. Sono stati dati dei contributi per le biciclette elettriche e, ultima novità, sono state realizzate alcune corsie ciclabili, che, se daranno esito positivo, potrebbero essere estese ad altre vie. Il tutto accompagnato da alcuni incontri che si stanno svolgendo tra l’Amministrazione lupatotina, Enel, il Comune e la Quinta Circoscrizione di Verona, ed il Genio Civile, che dovrebbero portare a breve ad una nuova via ciclabile a collegare San Giovanni con Verona e a completamento dell’Anello dell’Adige.
Ma dove stanno quindi le ombre? Un’ombra è rappresentata da alcuni brevi collegamenti che mancano e che creano dei “buchi” nella rete che è comunque di una certa qualità. Un’ulteriore ombra è sicuramente rappresentata dalle tempistiche: il ponte sul Canal Milani è rimasto da sistemare per quasi due anni, i collegamenti con Verona noi li chiediamo da quindici anni e l’intervento sul cavalcavia di Palazzina era in attesa da dieci anni. Se il ponte fosse stato per le auto sarebbe stato interrotto per così tanto tempo? Ma questo è purtroppo un atteggiamento comune nei confronti della bicicletta: un mezzo reputato marginale, non indispensabile, secondario rispetto a quello motorizzato.
Gli interventi non devono togliere un solo posto auto, lo spazio al traffico motorizzato è intoccabile. Ma dove sta scritto? È qui che bisogna cambiare: incentivi alle biciclette, ai mezzi ecologici, ai mezzi pubblici ma contemporaneamente un disincentivo all’auto privata, inquinante, pericolosa e costosa! Chi il mattino deve andare al lavoro o a scuola prenderà la bicicletta solo se la reputerà vantaggiosa rispetto all’automobile, ricordando che il vantaggio non è solo economico, ma anche dato dal risparmio di tempo e dalla comodità. Prima o poi ci arriveremo: intanto godiamoci la luce che improvvisamente si è accesa e cerchiamo di illuminare al più presto le ombre che sono rimaste, a costo di usare anche la nostra dinamo.
(da Ruotalibera 169 – gennaio-marzo 2021)