Mobilità Urbana

Così vicini, così lontani

Verona – San Giovanni Lupatoto: se per semplicità consideriamo il collegamento tra i due municipi, sono distanti solamente una decina di chilometri. Possiamo quindi dire che sono veramente vicini: una mezz’ora di bicicletta, con tutti i vantaggi di libertà d’orario e disponibilità di un mezzo per ulteriori spostamenti. Una ventina di minuti con un mezzo pubblico, e la comodità di stare coperti, a temperatura confortevole e non essere direttamente impegnati nel condurre il veicolo.

Purtroppo non è così.

Per quanto riguarda la bicicletta non abbiamo ancora un percorso sicuro e diretto, siamo invece costretti ad un giro dell’oca incredibile caratterizzato da numerosi “buchi” che portano a percorrere dei tratti in sede stradale, affiancati costantemente da auto se non addirittura da camion.

Il mezzo pubblico? Nonostante i miglioramenti delle frequenza e il collegamento “diretto” dato dalle linee 21 e 22, la situazione è ancora del tutto insufficiente dal punto di vista dei tempi di percorrenza e del comfort. Si pensi agli studenti ammassati come su carri bestiame al mattino, costretti ad alzarsi alle 6.30. Questo accade anche perché i mezzi si devono mettere in coda con le auto, creando loro stessi code infinite quando si fermano. A proposito delle fermate: spesso sono improvvisate, ricavate sulla sede stradale.

Ciclabile in zona industriale

A qualcuno verrà da chiedersi: ma sarà poi così importante questo tipo di collegamento? Ebbene proviamo a fare un rapido calcolo: a San Giovanni ogni anno vengono alla luce circa 200 bambini. Questo significa che nell’età delle scuole superiori ci sono circa 1.000 ragazzi. Se a questo numero aggiungiamo circa 500 studenti universitari e tutto l’indotto (genitori che si muovono per i colloqui, insegnanti, ecc.) è facile capire di che numeri stiamo parlando: più di 1.500 spostamenti da casa a scuola, visto che a San Giovanni non c’è nessun istituto superiore e nessun ateneo. E non sarebbe ancora finita, perché dovremmo conteggiare anche gli spostamenti per lavoro, sia quelli verso il centro città (negozi, studi professionali, enti, ecc.) sia quelli nel senso opposto, considerato che San Giovanni presenta fortunatamente ancora aziende produttive (soprattutto alimentari) ma anche un centro commerciale di notevole, forse esagerata, dimensione. Difficile dunque calcolare con esattezza gli spostamenti lavorativi, ma sono sicuramente migliaia. E, purtroppo, pochi di questi sono coperti dalla bicicletta o dai mezzi pubblici.

La distanza sembra improvvisamente diventata incolmabile, e aumenta fino a disincentivare anche i più convinti ecologisti. Ma la speranza è sempre ultima a morire e, prima o poi le cose cambieranno, perché le code stabili di auto che scaricano chili di polveri sottili lungo il tragitto prima o poi saranno destinate ad essere sostituite dalle nostre amate biciclette e (perché no?) dai nuovi mezzi: bici e monopattini elettrici che hanno però bisogno delle stesse infrastrutture.

Non è dunque un caso se da qualche settimana sono iniziati i lavori per allargare l’imbocco del cavalcavia di Palazzina per ricavare un percorso protetto almeno per quel tratto. Certo, non è l’unico intervento necessario, ma è un segnale importante, visto che da molto tempo era segnalato e considerato quasi impossibile da realizzare.

La distanza potrebbe diventare quasi nulla se qualche amministratore illuminato deciderà di investire sui potenziali collegamenti di qualità che corrono lungo i canali Giuliari e Marazza.

Quando ci saranno quei percorsi non sarà più un problema di tempi, perché andremo piano apposta per divertirci e per gustarci il percorso, lontani da traffico, smog e rumore. Per gli alunni delle scuole superiori, per i quali la sveglia è sempre un incubo, sarà invece una manna. Vi immaginate la scena di una qualsiasi casa a San Giovanni? Ore 7.30: – “Sveglia che arrivi tardi a scuola!” – “Macché, mamma, guarda che non è più come ai tempi del nonno, ora in 15 minuti si arriva scuola! Verona è così vicina!”.

foto in evidenza: Ex centrale del Colombarolo lungo il canale Marazza

(da Ruotalibera 166 – aprile-giugno 2020)

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Alberto Bottacini

Alberto aderisce alla FIAB nel 2002 e da allora ne ha pedalata di strada! Ha fondato la sezione lupatotina; è stato membro del direttivo; per parecchi anni ha dato supporto e pubblicato articoli sul sito web; ha organizzato gite, tra le quali le più importanti sicuramente quelle di Zevio, per la festa della mela e la Valdillasi... E poi, sempre a "mordere" le amministrazioni del Sud-Est della provincia, dando probabilmente un contributo fondamentale nel raggiungimento di alcuni risultati importanti. Il giro de l'Adese, il ponte ciclopedonale sull'Adige, la ciclabile delle risorgive, il collegamento tra il comune lupatotino e la città, i cavalcavia più sicuri, gli spostamenti urbani sono stati i suoi terreni di "caccia", sempre con un occhio di riguardo per i lupacchiotti partecipanti a Bimbimbici! Ama anche pedalare con la bici da corsa (senza andare troppo veloce) ed ha un difetto dichiarato: l'indole selvatica del lupo che spesso lo conduce a uscite solitarie, che qualche amico gli rimprovera essere forse un po' troppo isolate ed improvvisate. In ogni caso è sempre disponibile ad aderire a qualche "branco": provate ad invitarlo! Vi racconterà volentieri dell'evento in solitaria del 2016 #adigebici24h e del recente brevetto sulle salite di #luparound2020 per il quale è stato riconosciuto LupoAlfa.
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