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Intervista all’esperto di e-bike

Enzo Rossi ha testato 80 modelli di e-bike, sentiamo cosa ci racconta

Probabilmente a molti di voi piace la cioccolata e sicuramente alcuni invidiano chi per mestiere o hobby ne fa l’assaggiatore. Non so se a Enzo Rossi piace la cioccolata, comunque gli piace andare in bicicletta e, poi scopriremo come e perché, è diventato “collaudatore” di bici a pedalata assistita o più sinteticamente e-bike. Potenza della volontà!

Il nostro Enzo è un tecnico progettista di automazione industriale quindi da sempre è abituato a movimentare materiali, ora più piacevolmente si occupa della propria mobilità! Per una coincidenza ha lavorato per molti anni in uno studio tecnico vicinissimo alla sede FIAB e già tanti anni fa utilizzava la bici tradizionale per venire al lavoro da Vigasio o perlomeno lasciava l’auto in periferia e proseguiva poi in bici. Passano gli anni, Enzo non può più guidare l’auto e per non limitare la propria mobilità già nel 2006 comincia ad usare la e-bike. Sul sito FIAB nazionale si forma un forum fra questi precursori. Il gruppo nel tempo si evolve e apre un sito www.jobike.it.

I nostri amici dapprima corteggiano le case costruttrici per avere più informazioni, poi succede il contrario: i vari costruttori riconoscendoli come interlocutori affidabili cominciano a chiedere prove e giudizi sia sui loro prodotti in commercio sia sui loro prototipi.

Ecco che oggi sono in sede FIAB Verona a parlare con Enzo di una tecnologia che anche a me è un po’ sconosciuta, pur sapendo che prima o poi entrerò nel giro degli utilizzatori.

G.M. – Enzo, con parole semplici introducimi all’argomento, raccontami qualcosa.

E.R. – In pochi anni vi è stata una notevole evoluzione ed il nostro contributo è stato prezioso. Per esempio i test condotti dai costruttori in laboratorio e quelli nostri su strada hanno evidenziato differenze nelle prestazioni, il che ha contribuito a migliorare il prodotto. Le grandi novità che hanno permesso questa rapida evoluzione sono state i motori brushless (senza spazzole) e la comparsa di batterie al litio sempre più efficienti.

G.M. – Le e-bike costruttivamente sono più o meno tutte simili?

E.R. – No, abbiamo due grandi categorie, quelle con il motore sul mozzo (hub) e quelle con il motore centrale. Il motore sul mozzo rende le prime meccanicamente più efficienti, sono migliori in piano e sulle pendenze inferiori al 10%. Il motore centrale, che ormai è anche il più diffuso, sfrutta meglio il cambio e le rende adatte a pendenze superiori al 20% (a prezzo di efficienza meccanica inferiore di circa il 10%). Quindi nessun dubbio che per le MTB sia preferibile questa seconda soluzione.»

Rilievo sforzo sui pedali
Rilievo sforzo sui pedali

G.M. – Cosa succede quando schiacci i tasti “economy” “turbo”, ecc, ecc.?

E.R. – Si agisce sul voltaggio variando così il numero di giri del motore oppure si agisce sulla corrente con l’effetto di avere come una seconda gamba che si affianca alla nostra spingendo assieme. Attualmente le centraline sono sempre più sofisticate e l’elettronica gestisce sempre meglio l’assistenza del motore rilevando sia la spinta muscolare sui pedali che la velocità di rotazione dei pedali stessi e quindi l’effetto che si ottiene è una combinazione di vari fattori. Una buona raccomandazione per ottimizzare il funzionamento del motore-batteria è quella di pedalare con rapporti leggeri: se i pedali girano sugli 80 giri al minuto il motore ruota a circa 250 giri/minuto e questo ne ottimizza il rendimento, cioè disperde meno energia in calore e quindi consuma meno.

G.M. – E l’affidabilità?

E.R. – In 11 anni ho testato circa 80 e-bike di tanti tipi e modelli con motori di produzione nazionale e/o di importazione, devo dire che ormai sono tutte affidabili, italiane e non. Gli unici problemi delle e-bike nascono ogni tanto dalla elettronica e purtroppo in questo caso bisogna ricorrere alla rete di assistenza per cui potrebbero volerci anche venti giorni per riavere la bici, ma sono casi rari.

Prova frenata acrobatica
Prova frenata acrobatica

G.M. – Come la mettiamo con le batterie?

E.R. – Guarda, i progressi sono stati incredibili però bisogna avere alcune accortezze: cercare di non scaricarle mai sotto il 20% ed essere consapevoli che dopo 4 anni circa si degradano di un buon 30%. Ho stimato che con una batteria si possano fare circa 20.000 km, che in bici non sono proprio pochi! È anche importante in caso di non utilizzo per lungo periodo conservare la batteria al litio carica al 50% circa in luogo fresco e non umido. Alcuni miei amici la tengono in un sacchetto di plastica nel frigorifero sopra i 5°C.

G.M. – Molti costruttori promettono 100 e oltre km di autonomia, sembra incredibile!

E.R. – Bisogna interpretare bene questi numeri che si riferiscono di solito al livello di assistenza minimo. Comunque su un percorso piano senza tante ripartenze e con il minimo livello di assistenza sono assolutamente veritieri.

Test sul 27% di salita
Test sul 27% di salita

G.M. – In genere quanto tempo impieghi per fare un test?

E.R. – In questi anni ho messo a punto degli schemi con varie prove, per esempio verifico la partenza in salita al 20% e oltre. Visto che abito a Vigasio devo sfruttare le rampe dei garage! Poi per vedere il comportamento in salita con la e-bike posso ancora permettermi di andare senza troppa fatica a Boscochiesanuova, cosa che facevo da ragazzo sfruttando solo i miei muscoli. Generalmente impiego circa 10 giorni per una prova completa. In un anno faccio circa 10.000 km con la mia e-bike e con quelle per i test; per non perdere l’abitudine ne faccio anche un migliaio con la bici normale.

G.M. – Concludendo, quali consigli per gli acquisti?

E.R. – Con la e-bike si apre un mondo nuovo che nelle tipologie di bici sostanzialmente riproduce quello esistente. Bisogna vedere che utilizzo ne farai. Per esempio la e-bike sarà utilissima per chi si reca al lavoro e non vuole arrivare sudato, in questo caso basta un modello tipo citybike non molto costoso. Così lasci a casa l’auto e lo scooter. Oppure per i pendolari che usano anche mezzi pubblici ecco le e-bike pieghevoli non troppo pesanti da sollevare. Per i cicloturisti meglio una trekking di buon livello così nonostante il peso dei bagagli potranno affrontare viaggi anche impegnativi senza grandi sforzi, e così via. Comunque le tecnologie ora sono molto affinate e credo che in un futuro a breve non ci saranno grandi novità.

Mentre discorriamo mi accorgo che sono passate le 16.30, è ora che Enzo torni a casa prima del buio.

G.M. – Quanto ci metti da casa tua a Vigasio alla sede FIAB?

E.R. – In 40 minuti con la mia e-bike pieghevole sono a casa senza fatica!

Ecco qua, è finita la nostra conversazione. Mi auguro che dopo aver letto questo articolo la maggior parte di voi abbia le idee più chiare sulle e-bike!

Enzo Rossi - In gita sul Mincio
Enzo Rossi – In gita sul Mincio
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Giorgio Migliorini

Classe 1951, ex ingegnere (ma un ingegnere è per sempre). Ha guidato generosamente le sorti dell'associazione per cinque anni, dal 2012 al 2017, dimostrandosi al contempo equilibrato e determinato, senza mai mancare di visione e capacità strategica. Dal 2017 è Vicepresidente, molto presente e attivo ovunque ci sia bisogno del suo aiuto. Amante della Cina (si dice sinofilo), ne ha studiato a lungo lingua e costumi, prima di avventurarsi a verificare le sue conoscenze sul posto, in una serie di viaggi incredibili in compagnia della moglie Claudia. Uomo dalle solide basi razionali, preferisce affidarsi alla certezza delle formule, piuttosto che all'incertezza delle poesie; questa predisposizione fa sì che sappia cogliere la bellezza anche in una zona industriale, mentre una ciclabile lungo un canale riuscirà ad affascinarlo solo in presenza di ardite opere di ingegneria idraulica.
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