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L’alleanza tra bici e canoa

Radici in Movimento e Canoa Club per la promozione della ciclabile dell’Adige Sud

Il mare, nella sua immensità e nella sua apparente immutabilità rispetto alle vicende umane, ci ha nuovamente accolti; la meta è ciò che spinge spesso a proseguire nella vita, anche in senso lato: nel nostro caso la meta erano quindi quelle “montagne di acqua profonda e salata che uniscono tutte le rive” (cit. Mau Mau – Bass Paradis) ed una volta giunti tutto ha avuto perfettamente senso.

Ma facciamo un passo indietro: Radici in Movimento da anni crede nello sviluppo logico e naturale della CicloVia Adige Sud; la nostra sede è a due passi dalla ciclabile e capiamo, vedendolo con i nostri occhi, come una ciclabile possa aiutare uno sviluppo sostenibile dei territori, come possa essere luogo di socializzazione, di incontro, di tempo prezioso dedicato a se stessi.

Poi c’è il fiume: avere un corso d’acqua, imponente peraltro, che ti guida, che ti “insegna” la strada è fantastico. Poi c’è FIAB che da anni ci sostiene e sostiene l’evoluzione logica di una ciclabile così importante cercando di traghettarla verso una fruizione e promozione moderna, di livello europeo. Infine ci sono gli amici del Canoa Club Verona, perché l’Adige è in primis una via d’acqua ed è vivendolo dal suo interno che si scopre un nuovo mondo, che quasi ci isola dalle cose “terrene” e che resta uno spazio a parte, singolare e incantatore.

L’anno scorso è stato il “battesimo”: dall’Arena all’Adriatico. Siamo partiti da Piazza Bra in pompa magna, accompagnati da radio, tv e giornali e abbiamo disceso il fiume incontrando ciascuna delle 17 amministrazione comunali che si affacciano sul lato “Destra Adige”; ciascuna di loro ha messo la propria firma su un logo e su di un nome: “CicloVia Adige Sud”. Le cose che non hanno un nome infatti non esistono e così era, ed in parte è tuttora, per la CicloVia Adige Sud: quante parole spese, quanti elogi ricevuti, quante certezze.

Radici in Movimento, FIAB e Canoa Club Verona pertanto circa tre mesi fa decidono di riprovarci: non si parte più da Piazza Bra ma decidiamo di pedalare da Peschiera del Garda. Perché? Il motivo è nella volontà di proporre un concatenamento di ciclovie che possa agevolmente portare un ciclo-viaggiatore dal Lago di Garda al Mare Adriatico (e viceversa ovviamente) attraverso un percorso alternativo alla ben più frequentata via “Garda-Mantova-Ostiglia- Ferrara-Mare”; inizialmente quindi la ciclabile del Mincio sino a Valeggio, poi la meravigliosa ciclovia delle risorgive sino a San Giovanni Lupatoto ed infine… l’Adige Sud. A differenza dello scorso anno in cui eravamo arrivati a Chioggia, decidiamo, quest’anno, che la meta debba essere quella…naturale: ovvero Rosolina Mare dove appunto l’Adige abbraccia l’Adriatico. Dal punto di vista pratico sono tre tappe: la prima da Peschiera sino a “casa nostra”, Radici in Movimento, a Roverchiara, la seconda sino a San Martino di Venezze, grazie alla sempre meravigliosa disponibilità di Chiara dell’Agriturismo Carezzabella, l’ultima sino a Rosolina. Totale circa 200 km.

Come lo scorso anno abbiamo voluto fare in modo che la CicloVia fosse anche luogo di incontro e di conoscenza: abbiamo infatti avuto modo di ascoltare storie fantastiche, storie di chi si è messo in gioco sfidando le regole della agricoltura tradizionale in un periodo in cui si veniva “presi per matti” (Azienda Agricola Fontanabona), storie di colui che per 30 anni ha raccolto pietre in Adige ed ora è celebrato in tutto il mondo come grande artista mentre nel suo paese, Zevio, a malapena lo conoscono (Luigi Lineri), storie di Ecomusei (c/o località Gangaion a Ronco all’Adige), nati grazie alla professionalità e passione di Isabella e della Associazione Humanitas. Abbiamo poi ricordato, a Villabartolomea, coloro che furono trucidati 75 anni fa nel culmine della follia che colpì il nostro Paese, creando nemici dove nemici non c’erano. Quindi Claudio a Badia Polesine, storico eccezionale del fiume Adige e del suo territorio e visionario amico che con passione sta cercando di far rialzare la testa ad un territorio, il Polesine, spesso dimenticato ed abbandonato come regione di basso profilo e dove si si perpetuano invece da tempo delitti ambientali devastanti, raccontati dal Comitato Terre Nostre. Infine un grazie fantastico ai ragazzi di Cavarzere: grazie a loro abbiamo non solo evitato la trafficatissima strada arginale sino alla Romea ma abbiamo scoperto alternative meravigliose su strade secondarie di campagna.

Insomma un fantastico gruppo di amici che è andando aumentando giorno dopo giorno e che ha sfidato la canicola, che ha non solo pedalato assieme, divertendosi, ma che assieme ha vissuto una vera avventura, un pezzo di vita, che si è dimostrato solidale nei momenti di difficoltà come le forature e le cadute, che ha avuto la capacità di mantenersi unito e di avere una visione comune anziché tante visioni individuali.

In un certo senso, secondo me, abbiamo rappresentato ciò che vorrei fosse poi riprodotto a livello di…società nel suo complesso.

Ciò che deve essere messo in evidenza è purtroppo la mancanza di determinazione (e sono buono…) di coloro che potrebbero definitivamente completare il tracciato, renderlo fruibile con comodità ai ciclisti, proporre un nuovo modello di sviluppo per il proprio territorio, favorendo l’imprenditorialità locale legata ai servizi che sulla ciclabile possono nascere. Rispetto allo scorso anno ben pochi passi avanti nell’avanzamento dei lavori di realizzazione del fondo, il tratto tra Badia Polesine e Rovigo è da “attraversata del deserto del Gobi”, a Cavarzere rischi poi di trovarti centinaia di auto che sfrecciano a pochi metri da te sino alla Romea.

Noi insisteremo, vogliamo essere una costante spinta dal basso, vorremmo creare un network di associazioni e di privati che continuamente possano fare da pungolo, proporre idee, soluzioni, traguardi per far definitivamente decollare la CicloVia Adige Sud. Entro la fine del 2019 vorremmo ad esempio cercare di spingere per porre una cartellonistica uniforme (logo, nome, distanza dal mare, distanza da Verona) in ciascuno dei 17 Comuni attraversati dal tracciato.

Ora riposeremo, le idee e le sensazioni decanteranno e senza alcun dubbio l’anno prossimo saremo nuovamente ai nastri di partenza! Grazie a tutti; un grazie speciale a tutte le persone che costituiscono le Radici della nostra Associazione; un particolare grazia va a Livio, angelo custode di tutto il tracciato; diciamo che ho la fortuna di essere all’interno di un gruppo eccezionale.

Vi aspettiamo all’inaugurazione del CicloRifugio d’Albarella…stay tuned!!!

di Andrea Lista
(da Ruotalibera 163 – luglio-settembre 2019)

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