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Percorsi in Valpolicella e Valdadige: Itinerario 47

Negrar di Valpolicella, Marano di Valpolicella, Fumane, Cavalo, Mazzurega, San Giorgio di Valpolicella, Sant’Ambrogio di Valpolicella

Itinerario centrale nella rete ciclistica della Valpolicella e Valdadige, l’itinerario 47, attraversa le tre vallate della Valpolicella. Da Negrar di Valpolicella sale sul colle della Masua, scende a Valgatara, risale a Marano, ridiscende a Fumane, risale a Cavalo e ridiscende passando da Mazzurega  e San Giorgio ingannapoltron a Sant’ambrogio di Valpolicella. Connesso con gli tinerari MTB, 51, 11,11A, 11B, 16A, 48 e 51. Interamente tabellato e su strade asfaltate a basso traffico, si incontrano sul percorso i paesaggi più caratteristici della Valpolicella. Fa parte della variante collinare dell’anello ciclabile della Valpolicella.


Pieve di S. Giorgio. Chiostro ad archetti con colonnine su capitelli romanico bizantini. Foto S. Pasetto

Partiamo dalla piazza principale di Sant’Ambrogio, incrocio con il percorso 11, con la statua dello scalpellino, e ci dirigiamo verso la chiesa, per salire in tre km a San Giorgio Ingannapoltron. Troviamo a metà percorso l’incrocio con il percorso 48, in direzione di Gargagnago. San Giorgio, borgo di pietra, uno fra i più belli d’Italia, ha una suggestiva vista sul Lago di Garda. Il borgo sorge attorno alla pieve di età romanica, uno scrigno che racchiude al proprio interno ed espone all’esterno, preziose testimonianze romane e medioevali. Sono ben 53 le epigrafi romane a San Giorgio, particolari l’ara romana dedicata a Sole e Luna e il ciborio Longobardo del VII secolo all’interno della chiesa. Abitato fin dall’età del ferro, luogo di culto in epoca degli Arusnati, è un borgo che offre continui spunti per essere visitato.

Anello con variante collinare
San Giorgio.Pigna funeraria romana e la torre campanaria con trifora.

In un edificio adiacente alla chiesa c’è l’Antiquarium e l’area museale curata da Libero Cecchini, che riunisce reperti protostorici, romani e altomedioevali rinvenuti nei pressi della Pieve, particolari le statuette fittili ritrovate nella stipe votiva rappresentanti Attis, Fortuna, Priapo, Minerva e Mercurio. Proseguiamo in leggera salita dopo il bar a destra, in direzione di Mazzurega che raggiungiamo dopo alcuni km portandoci a quota di mt 478 slm. Attraversiamo il paese di Mazzurega che si affaccia sulla Val di Lena, per girare a sinistra in direzione di Cavalo a  580 mt , è il luogo più alto di tutto il percorso. Interessante a Cavalo la chiesa vecchia, danneggiata dal bombardamento americano su Volargne del 21 novembre del 1944, venne restaurata nel 1980 a seguito di un temporale che ne danneggiò definitivamente il tetto e ne rovinò gli affreschi. Con il restauro della chiesa venne scoperta una preziosa ara arusnate rovesciata nel pavimento (damnatio memoriae) votata dal Flamen Caius Poblicius Capito alla dea Lualda o Lua una volta diventato manisnavius. Il popolo degli arusnati abitava il territorio della Valpolicella, dal nord di Verona fino alla Chiusa secondo alcuni autori, fino ad Ossenigo secondo altri, dal V secolo a.C.. In epoca romana avevano autonomia religiosa e amministrativa (Pagus Arusnatium).

Itinerario 47. Fumane. Cipresso abbattuto e le Salette

Cavalo e San Giorgio offrono fontane e bar per ristoro. Lasciamo Cavalo per prendere via Santuario, una bellissima strada a destra del paese verso la località Tripoli. Antica strada che portava a Fumane, per le ridotte dimensioni è poco frequentata dalle auto, offre bei panorami dalla val di Lena verso la bassa Valpolicella. Passiamo a fianco del Santuario della Madonna delle Salette e poi quasi a valle, a un cipresso secolare recentemente abbattuto da un evento meteorologico estremo. Uno degli alberi monumentali del veronese, alto 32 metri era l’unico superstite del viale costituito da due lunghe file di cipressi che conducevano alla villa Ravignani. Sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e all’abbattimento effettuato dalle truppe naziste, grazie ad un baratto con una damigiana di vino. Arriviamo a Fumane, uno dei pochi comuni veronesi liberato dai partigiani, il 27 aprile del 45, a cui partecipò anche Vittorio Ugolini, fumanese, protagonista nell’assalto al carcere degli Scalzi di Verona, per la liberazione del sindacalista Roveda. Proseguiamo dritti a Fumane, incrociando i percorsi 16A per Pescantina e San Pietro in Cariano, il 51 per Molina. Sul marciapiede vicino alle scuole troviamo la tabella con la mappa dei percorsi e le indicazioni sui punti di interesse.

Marano. Tempio di Minerva.

Saliamo sulla salita del “Pendola” verso Marano. Salita sempre costante con una media del 4% che ci porta in 4 km e mezzo sotto il monte Castellon, passando dal parco di Santoccio e dalla località Gazzo, dove nell’Azienda Vinicola Santa Maria Valverde è stata allestita la prima Bike-Station del Veneto, in cantina, con possibilità di piccole riparazioni e manutenzioni. Nicola e Ilaria, ciclisti, titolari dell’azienda  ci hanno ospitato in una bella gita FIAB il 7 maggio del 2016. L’azienda mette a disposizione dei clienti anche delle E-Bike. Superiamo il bivio per Purano, girando a destra. Al successivo l’itinerario gira a destra per Marano. Se vogliamo visitare invece il tempio di Minerva o la chiesa di Santa Maria di Minerbe (Valverde) teniamo la sinistra verso il percorso 51, a Pezza si gira a sinistra in ripidissima salita per la visita alla chiesa.

Marano visto da Pezza

Per la visita al tempio di Minerva, uno dei siti più importanti del nord Italia per il connubio tra interesse scientifico e suggestione ambientale, proseguiamo dritti fino a San Rocco, poi a sinistra in salita in parte sterrata. Tempio perduto dedicato alla dea Minerva, ritrovato dal conte Orti Manara nel 1835 con importanti reperti oggi in gran parte scomparsi. Riportato alla luce da recenti scavi. Il sito archeologico sotto il monte Castelon presenta un’area protostorica sotto i muri del tempio romano, un rogo votivo del VI e il II secolo a.C., dove sono stati trovati settanta anelli votivi e ceramiche. In età tardo repubblicana l’edificazione del tempio, con decorazione muraria riconducibile al primo stile pompeiano, una tecnica pittorica molto curata, presente a Pompei ed Ercolano. La storia del luogo di culto si conclude nel periodo tardo antico alla fine del 500. Per la visita al sito bisogna contattare il CTG. Torniamo sul nostro percorso 47 dalla località crocetta in discesa su Marano, dove incrociamo il percorso MTB in direzione Torbe, continuiamo la discesa verso Canzago, dove troviamo villa Lorenzi e villa Porta. Continuiamo la discesa, lasciamo il percorso per MTB che da Canzago porta a San Floriano su strade bianche.

Marano. Tempio di Minerva. Tabella illustrativa.

Continuiamo in discesa su strada asfaltata verso Prognol. Dopo Prognol, giriamo a sinistra per Paverno e proseguiamo dritto per la chiesa di Valgatara. In prossimità di Maregnago incontriamo il percorso MTB2 e il percorso 11B. Giriamo a destra per affrontare l’ultima salita sul colle della Masua, a 305 mt di altezza. Iniziamo la discesa verso Negrar, passando nei pressi di villa Spinosa. Arriviamo a Negrar di Valpolicella, dove nei pressi della chiesa di San Martino, termina l’itinerario 47, e incrociamo i percorsi 50, 51 e 11A. Il campanile della chiesa è l’unico elemento superstite della pieve romanica. Sul suo lato meridionale, visibile in alcune condizioni di luce, è posta la “carta lapidaria” databile al 1166 nel tempo delle decime dovute al clero e ai feudatari. Un’iscrizione incisa su conci di tufo, una precisa testimonianza millenaria, che in 64 righe descrive il complesso negoziato giuridico per il riscatto della pieve, stipulato tra il clero veronese, quello locale e gli eredi di Olderigo Sacheto. Costato 220 lire, alcuni terreni e 2736 litri di vino. Per tornare in direzione di Verona e uscire da Negrar possiamo usare il percorso 11A.

Villa Porta a Canzago (foto Sergio Pasetto)

Percorso di 27 km con tre dislivelli per un totale di circa 800 mt adatto anche alle bici da corsa, interamente su fondo asfaltato. Per i meno allenati o se si ha poco tempo a disposizione il percorso può essere diviso in tre escursioni differenti. Per gli sportivi e gli amanti delle salite, sono quattro classiche della Valpolicella, la salita verso il colle della Masua partendo da Negrar, la salita del “Pendola” da Fumane in direzione di Purano, la salita delle Salette in direzione Cavalo, ultima e più nota la salita verso San Giorgio. Usabili in ogni stagione, anche d’inverno in assenza di ghiaccio fanno parte dell’allenamento durante la stagione fredda per molti ciclisti sportivi. In primavera ci sono paesaggi suggestivi con i vigneti e gli ulivi. Fino a qualche anno fa, scoprire l’alta Valpolicella era un’esperienza solo per pochi ciclisti bene allenati, che riuscivano a superare più di una salita. Ora, grazie alla bicicletta elettrica, è più facile affrontare i dislivelli per raggiungere i panorami più ambiti, basta avere la batteria ben carica. Questo percorso, con le sue varianti, è infatti ideale anche per le E-Bike.

Fumane. Villa Allegrini, la Torre (foto Giorgio Zamboni)

Ville storiche durante il percorso
Villa Brenzoni a Sant’Ambrogio di Valpolicella; villa Selle, villa della Torre Allegrini e villa Ravignani a Fumane; villa Lorenzi e villa Porta a Canzago; villa Nuvoloni a Valgatatra; villa Soardi a Maregnago; villa Spinosa e Rizzardi a Negrar

Punti panoramici
Piazza di San Giorgio Ingannapoltron; chiesa vecchia di Cavalo; Gazzo, vicino a Purano; chiesa di Santa Maria in Valverde; Tempio di Minerva sopra Marano.

Paesi attraversati
Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Giorgio, Mazzurega, Cavalo, Fumane, Gazzo, Crocetta, Canzago, Valgatara, Negrar di Valpolicella.

Accessibilità
Sant’Ambrogio si raggiunge da Verona con il percorso 11; Valgatara si raggiunge con il percorso 11B; Fumane si raggiunge con il percorso 16A; Negrar si raggiunge con il percorso 11A o il 48A. Inoltre è possibile raggiungere Sant’Ambrogio di Valpolicella con il treno: dalla stazione di Domegliara seguire il percorso 11. Inoltre il percorso 47 si può raggiungere dalla Ciclabile Cicladige da Volargne con il percorso 11 C e poi 11. Dai percorsi ciclabili delle Terre di Custoza con i percorsi 16 e poi 16A.

Clicca qui per visualizzare la mappa sulla piattaforma Alltrails (ex gpsies).
Loggandoti al sito potrai scaricare la traccia gpx.

Mappa OCM dell’itinerario 47
Altimetria dell’itinerario 47

 

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Marco Tosi

Pedala tutti i giorni in ogni stagione, percorrendo oltre 10000 km in bici ogni anno. Usa quattro biciclette, una bici vecchia "da palo" sempre pronta davanti casa, una pieghevole da cicloturismo per i viaggi in treno, una e-bike per andare velocemente al lavoro e una MTB in carbonio per le lunghe percorrenze. In FIAB da quasi trentanni è resiliente a Pescantina dove coltiva un'altra sua passione: l'orto biologico. marcotosinurse@gmail.com
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