El canton del BepoMobilità Urbana

Voglia di sicurezza

El canton del Bepo - Ruotalibera 153

Mio padre era un ciclista, naturalmente: solo i ricchi del paese possedevano auto e una bicicletta era una specie di utilitaria, sulla quale potevano stare, in equilibrio instabile, fino a tre passeggeri.

Ma era soprattutto un camionista, appassionato di mezzi a motore a tal punto da affermare che “I ciclisti sono pericolosi”. Si riferiva principalmente agli anziani che percorrevano la statale, intabarrati e con lo sguardo fisso in avanti, perché affetti da forme acute di cervicale. La difficoltà di girarsi, li induceva a fidarsi dell’udito. Il rumore di un motore a scoppio, negli anni ’50 e nella Bassa, era percepibile nettamente a chilometri di distanza. Peccato che il loro udito non fosse più quello di una volta. Per questo mio padre mi insegnò a non sorpassare mai un anziano in bicicletta prima di un incrocio. Oggi non è più così. Il rumore è continuo e assordante e il pericolo che un mezzo a motore ti travolga è in agguato persino sulle ciclabili lungo strada.

È, pertanto, comprensibilissima l’ansia di genitori e nonni che, volendo trasmettere a figli e nipoti una sana cultura del movimento e una bella abitudine civica, li scortano nei primi trasferimenti su ciclabili e su strade cittadine. Io l’ho fatto e lo faccio tutt’ora, sempre con ansia.

Ma l’ansia può diminuire e, soprattutto, la nostra vigilanza sarà più efficace se rispetteremo alcune semplici precauzioni. Innanzitutto approfittiamo delle norme del Codice della strada. L’art. 182 prevede che un adulto possa affiancare un bambino minore di 10 anni. Quindi teniamo il nostro piccolo alla nostra destra, avendo l’avvertenza di stargli un po’ dietro. Incrocio, purtroppo, molto spesso, genitori che precedono i bambini e urlano loro di stare attenti che stanno arrivando altre biciclette o mezzi più pericolosi. Errore grave! Per avere sotto controllo i bambini dobbiamo averli sempre davanti agli occhi. E non mi risulta che abbiamo gli occhi sulla nuca.

(da Ruotalibera 153 – maggio/luglio 2017)

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Bepo Merlin

Giuseppe Merlin, per tutti Bepo, ciclista urbano e appassionato cicloturista, va in bici da sempre, ma più convintamente da quando, a seguito del primo infarto, il medico gli ha detto di essere in debito della vita nei confronti della sua due ruote. Da allora si spende senza risparmio per la promozione della ciclabilità, in veste di socio-attivo e animatore di uscite e serate culturali. È stato anche Direttore di FIAB nazionale (succedendo all'indimenticato Gigi Riccardi e prima dell'attuale Francesco Baroncini), lasciando di sè un bellissimo ricordo in tutti coloro che hanno avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo, durante una delle sue molte "visite pastorali" in giro per le varie associazioni d'Italia. Tuttora collabora con FIAB Verona in mille forme e con mille strumenti, tra i quali spicca la penna, la sua "arma segreta", che Bepo maneggia con destrezza e rara efficacia. Chiunque legga i suoi scritti, infatti, non può non apprezzarne l'onestà intellettuale e la lucidità di analisi. Da tempo immemorabile tiene la sua personale rubrica "El cantòn del Bepo" nell'ultima pagina della rivista Ruotalibera, di cui è stato per anni capo redattore, riorganizzandola nella veste e nei contenuti così come la vediamo oggi. È stato anche tra i promotori e forti sostenitori della rivista nazionale BC, importante mezzo di comunicazione per le associazioni FIAB italiane e indispensabile organo di diffusione del miglior "ciclopensiero".
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