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FIAB Verona e Mobilità Ciclistica: bilancio 2018 e prospettive 2019

Il Capodanno è il tempo che porta a tirare bilanci dell’anno appena terminato e a gettare sguardi su quello in arrivo. Com’è andato dunque questo 2018 per la nostra associazione e per la mobilità ciclistica, e cosa potremmo aspettarci dal 2019? Ce lo racconta Corrado Marastoni, presidente di FIAB Verona.

Alla fine del 2017 (Ruotalibera 156, pp. 6-7) auspicavamo il 2018 come “un periodo di consolidamento e avanzamento di vari progetti e rapporti sbocciati nei mesi precedenti”. È stato così? Potremmo dire: sì, anche se solo in parte. E il 2019 parte con prospettive interessanti ma tutte da vedere nei loro sviluppi.

In città

Il periodo iniziale dell’amministrazione Sboarina in tema di mobilità è stato improntato ad un prudente progresso. Alla prima tornata di Mobility Day ne sta seguendo in questi mesi una seconda, con lo stesso intento educativo benché limitato al centro storico; si fanno invece ancora attendere misure incisive sul traffico quotidiano, che più concretamente incentivino gli spostamenti attivi (piedi, bici, mezzi pubblici) e disincentivino quelli su mezzi privati a motore. D’altro canto, anche grazie a cospicui cofinanziamenti statali e regionali sono stati approvati tre importanti percorsi ciclabili (Porta Palio-Castelvecchio, Boscomantico-Stazione e Saval-San Zeno-Bra), dei quali però nel 2019 vedremo partire probabilmente solo il primo.

L’anno nuovo di Verona vedrà, oltre a queste iniziative già decise, anche alcuni avvenimenti di rilievo che condizioneranno, in un senso o nell’altro, l’evoluzione della mobilità cittadina. Per iniziare, nel 2019 verrà stilato il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), assegnato a fine novembre a uno studio di professionisti esterni specializzati. Inoltre dal 12 al 14 aprile Verona ospiterà l’assemblea nazionale FIAB nella cornice della Gran Guardia; e in quella occasione la nostra città potrebbe entrare a far parte del gruppo dei “Comuni Ciclabili”, ovvero i comuni che accettano di farsi valutare da FIAB nel loro grado di impegno all’uso della bicicletta e alla sua promozione.

Ma il 2019 sarà anche l’anno in cui dovrebbero iniziare a essere visibili sulle strade i lavori per la realizzazione della rete del filobus, che avranno un impatto considerevole sulla città con conseguenze – anche per la mobilità ciclistica – tutte da valutare.

Riassumendo: il 2019 si presenta come un anno piuttosto articolato, in cui andrà osservato come tutte queste cose evolvono e si combinano tra loro. Sono partite in cui FIAB Verona può recitare un ruolo significativo, ed è per questo che cercheremo di dare in ognuna di esse il nostro contributo costruttivo in termini di idee e proposte concrete.

In provincia

Nel 2018 il veronese ha visto varie cose in movimento. La passerella sull’Adige della diga Enel di Pontoncello è stata finalmente aperta in maggio. La ciclovia delle Risorgive ha consolidato il suo apprezzamento, portando i comuni a misurarsi con un inatteso flusso di visitatori in sella. Queste “terre di mezzo” un po’ dimenticate sono diventate improvvisamente mete turistiche: il primo a capirlo è stato il comune di Castel d’Azzano ponendo cartelli tematici, ci auguriamo che nel 2019 gli altri lo seguano valorizzando le bellezze nei dintorni e curando meglio la manutenzione della pista, ad esempio con sfalci d’erba più regolari.

Durante il 2018, anche su nostro stimolo sono sorti due partenariati per la valorizzazione ciclopedonale degli argini di due fiumi della nostra pianura: il Tartaro (progetto Verona-Ostiglia sulle tracce della Via Claudia Augusta Ostiliense, che oltre al capofila Vigasio vede coinvolti tutti gli altri comuni da Villafranca fino ad Ostiglia e potrebbe portare anche a un recupero dell’ex ferrovia tra Dossobuono e Isola della Scala) e il Menago (che riguarda, oltre al capofila Bovolone, tutti gli altri comuni da Buttapietra fino a Cerea e avrebbe l’ambizioso obiettivo di congiungere Verona alle Valli Grandi). I proclami di impegno da parte dei comuni non sono mancati, ma l’esito sarà positivo come quello del partenariato per le Risorgive? Solo il tempo lo dirà, noi cercheremo di fare la nostra parte tenendo viva l’attenzione.

Il 2018 è stato un anno intenso anche per la Cicladige, la pista in sinistra Adige del comune di Dolcè: dopo l’inaugurazione in maggio dell’ultimo splendido tratto Ceraino-Volargne, la piena del fiume a fine ottobre ha provocato seri danni soprattutto in questo nuovo tratto, ma i lavori di ripristino sono partiti subito e dovrebbero terminare entro i primi mesi del 2019.

CiclAdige da Volargne a Ceraino
Cicladige da Volargne a Ceraino

Altre cose annunciate un anno fa (la Legnago-Bergantino lungo il Bussè, le ciclovie nazionali Verona-Firenze e l’anello del Garda, …) sono state finanziate ma sono in attesa di sviluppi; è stato finanziato dalla Regione anche il tratto di pista di Costermano tra Albarè e Castion.

In regione

Oramai lo si è capito: la Regione considera che lo sviluppo della sua rete cicloturistica può riservare da un lato importanti indotti economici e dall’altro visibilità e consenso popolare, ma purtroppo (o, forse, proprio per questo) non lo gestisce con una pianificazione razionale finanziandone le priorità ma con getti di risorse assegnate “a regia” (ovvero, decise direttamente dalla giunta) tanto considerevoli quanto imprevedibili nei tempi e nei modi. È stato così anche lo scorso marzo, quando la Regione con 13 mln € sbloccati dal CIPE ha finanziato senza preavviso vari progetti ciclabili tra cui l’ex ferrovia Treviso-Ostiglia nel tratto vicentino, la ciclovia dell’Adige tra Badia Polesine e San Martino di Venezze e, per il nostro territorio, le suddette Boscomantico-Stazione in città e Albarè-Castion a Costermano.

Come coordinamento FIAB regionale il nostro impegno è sempre di riportare il discorso sul piano del merito e della pianificazione razionale, concentrando le risorse dove è importante farlo; e anche affinché la Regione assuma un ruolo più attivo sulla manutenzione ordinaria dei percorsi d’interesse regionale, non lasciandola ai soli comuni che, come noto, spesso non la fanno (gli esempi virtuosi non mancano, dalla Provincia di Trento alla Regione Toscana).

I treni speciali come il Treno delle Dolomiti e le navette Venezia-Mantova-Venezia e Verona-Latisana-Verona, attivi nelle domeniche da marzo a ottobre con 20-30 posti bici, hanno riscosso un discreto successo e saranno riconfermati nel 2019 (con qualche limitazione di periodo per il primo, condizionato da lavori in linea): l’invito rivolto a tutti è di usufruirne.

Il maltempo di fine ottobre ha causato gravi danni ai percorsi ciclabili di varie zone del Veneto, specie nel bellunese: ma l’impegno e la motivazione per la ricostruzione sono emersi da subito senza esitazioni, il che mostra che la consapevolezza dell’importanza di queste infrastrutture per il benessere e lo sviluppo del territorio si è finalmente consolidata.

In Italia

Le notizie a livello nazionale sono all’insegna dell’incertezza. Le elezioni politiche del 2018 hanno portato a un netto cambio di compagine governativa e a un rallentamento o ambiguità sulla continuazione di quanto avviato in precedenza: il programma SNCT (Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche), finora composto da 10 ciclovie delle quali due riguardano il territorio veronese (la Verona-Firenze e l’anello del Garda) e altre tre il Veneto (la VenTo sul Po e le due porzioni dell’Adriatica) è stato formalmente confermato negli investimenti ma con tempistica incerta, mentre purtroppo la possibile riforma del Codice della Strada (con importanti novità come il “senso unico eccetto bici” già in vigore con successo in molti paesi tra cui la Francia), che nella vecchia legislatura era stata approvata dalla Camera ma bloccata al Senato e poteva essere rianimata entro i primi mesi della nuova, con ogni probabilità non lo sarà. Per il resto, non sono ancora arrivate dal nuovo governo altre proposte in materia di mobilità.

Che dire… probabilmente i tempi non sono ancora maturi per questo salto di qualità, che appare più difficile per la politica che per la società.

Per quanto riguarda gli eventi nazionali riguardanti Verona, del 2018 ricordiamo con piacere la giornata del 29 settembre, in cui la doppia bicistaffetta FIAB (sull’itinerario della ciclovia Bicitalia 20 AIDA – Alta Italia da Attraversare) ha raggiunto piazza Bra provenendo dalla val di Susa e da Trieste ed è stata ricevuta in municipio; e per il 2019 segnaliamo ancora che tra il 12 e il 14 aprile si terrà da noi l’importante assemblea nazionale FIAB, che vedrà un profondo rinnovamento dei vertici della federazione.

Attività associativa

Venendo infine a noi di FIAB Verona, anche nel 2018 abbiamo dato vita a un nutrito programma di iniziative, sia in città che nelle nostre sezioni provinciali; e ci avviamo a fare sostanzialmente lo stesso nel 2019, con collaborazioni con la Regione Veneto, il Comune di Verona, la AULSS 9. Avremo dunque ancora l’attività di marchiatura, belle ciclovacanze, gli appuntamenti classici e i banchetti, le numerose uscite in giornata per tutti, i corsi e gli eventi in sede.

Ma mi sia permesso un ennesimo appello: a fronte di un lavoro sempre più entusiasmante e crescente e a un numero di associati che ci rende di gran lunga i primi in Italia, le forze attive dell’associazione si stanno rapidamente esaurendo e, di conseguenza, ben presto potremmo non più essere in grado di sostenere buona parte di queste attività. Visto il quadro generale, sarebbe un vero peccato. Se condividete i nostri ideali e volete che questo lavoro continui, è davvero il momento di darci una mano in prima persona: venite a trovarci in sede per parlarne.

(pubblicato su Ruotalibera 161 – gennaio-marzo 2019)

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