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Luci e ciclisti, un difficile rapporto

Risultati e commenti sul nono anno di “Ciclista Illuminato”

In questo iperpiovoso novembre 2019 non è stato facile trovare una giornata feriale con tempo stabile sul bello per tutto il giorno. Non è nemmeno stato facile trovare i volontari ai 4 varchi da monitorare ma alla fine con qualche new entry (grazie!) ci siamo riusciti. Così giovedì 14, temperatura mite, eccoci per il nono anno a misurare la situazione, ogni volta speranzosi in una positiva evoluzione sull’utilizzo delle luci da parte dei ciclisti.

Il primo dato da evidenziare è comunque il numero dei passaggi in netto aumento: +23% rispetto al 2018 ed in linea con gli anni precedenti. Si conferma con evidenza la ovvia relazione “tempo mite più bici, tempo freddo meno bici” già rilevata a settembre con Conta e Premia il Ciclista.

Per quanto riguarda le luci senza dubbio dal 2011 ad oggi la situazione per quanto da noi rilevato ogni anno è migliorata ma questa volta le misurazioni ci dicono che siamo più o meno uguali, anzi in lieve peggioramento rispetto all’anno precedente. Non vorrei che si sia raggiunta una soglia fisiologica oltre la quale è difficile andare, spero caldamente di sbagliarmi.

Nei grafici allegati troverete tutti i dati 2018-2019: guardateli con attenzione e ognuno faccia le sue considerazioni. Io espongo le mie avendo partecipato sempre alle rilevazioni ed in punti diversi.

Intanto è evidente che è maggiore il numero di spenti fra chi dispone di biciclette di scarsa qualità ed è abbastanza chiaro a chi mi riferisco. Poi curiosamente a Ponte Vittoria misuriamo il maggior numero di spenti (46%), mentre a Ponte Nuovo abbiamo la situazione migliore (28%). Trovare una spiegazione non è semplice, magari è un dato casuale. Riporto comunque ad esempio alcune fra le più tipiche ed incredibili risposte di alcuni nostri concittadini ciclisti spenti: “devo cambiare le pile si sono esaurite proprio oggi”, “non le ho accese perché devo fare poca strada”, “ho le luci ma sull’altra bici”, eccetera eccetera, le altre ve le risparmio.

È evidente la non percezione dei pericoli sulla strada. E pensare che viviamo in un Paese in cui apparentemente il tema sicurezza è al primo posto. Ricordo ancora una volta i dati: ogni anno in Italia ci sono circa 3.300 morti sulle strade di cui 200 ciclisti, 1.000 morti sul lavoro e solo 300 omicidi, di cui 100 femminicidi. Indipendentemente dagli obblighi di legge e dai provvedimenti del legislatore per diminuire il fenomeno verrebbe spontaneo dire che chiunque si muova, ovvero quasi tutti, debba intraprendere ogni azione necessaria per tutelarsi tanto più da parte di chi sa (ma lo sa o non se ne accorge?) di essere “utente debole”. Questo invece non succede e sembra non essere neppure percepito come esigenza. Forse molti non riescono ad adeguare i comportamenti a seconda di come si muovono: auto, bici, a piedi. Forse l’abitudine all’auto ci fa dimenticare che in bici e a piedi abbiamo scarsa protezione e quindi dobbiamo tutelarci almeno usando tutti i dispositivi luminosi peraltro obbligatori per legge, oltre che comportamenti prudenti. Sempre! Sia che siamo su percorsi ciclabili sia al di fuori.

Nel nostro piccolo comunque anche quest’anno come FIAB Verona abbiamo dato un contribuito alla sicurezza distribuendo a spese della nostra associazione circa 150 coppie di luci a led. Penso che sarebbe importante fare qualcosa di più per cui mi auguro che in futuro si possa fare più di una serata di “Ciclista Illuminato” e con qualche contributo esterno distribuire un maggior numero di luci. So che averle è un obbligo di legge, ma in un ambito così delicato per la sicurezza dei ciclisti noi riteniamo giusto perseverare in questo compito educativo.

(da Ruotalibera 165 – gennaio-marzo 2020)

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Giorgio Migliorini

Classe 1951, ex ingegnere (ma un ingegnere è per sempre). Ha guidato generosamente le sorti dell'associazione per cinque anni, dal 2012 al 2017, dimostrandosi al contempo equilibrato e determinato, senza mai mancare di visione e capacità strategica. Dal 2017 è Vicepresidente, molto presente e attivo ovunque ci sia bisogno del suo aiuto. Amante della Cina (si dice sinofilo), ne ha studiato a lungo lingua e costumi, prima di avventurarsi a verificare le sue conoscenze sul posto, in una serie di viaggi incredibili in compagnia della moglie Claudia. Uomo dalle solide basi razionali, preferisce affidarsi alla certezza delle formule, piuttosto che all'incertezza delle poesie; questa predisposizione fa sì che sappia cogliere la bellezza anche in una zona industriale, mentre una ciclabile lungo un canale riuscirà ad affascinarlo solo in presenza di ardite opere di ingegneria idraulica.
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