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Percorsi in Valpolicella e Valdadige: Itinerario 11

Verona, Parona, Quar, Corrubio, Negarine, San Pietro in Cariano, Prunea di sotto, Corniano, Sant’Ambrogio, Domegliara, Ponton

Lorica, villa Pulle
Frammento di bassorilievo di una lorica a villa Pulle

All’interno della rete ciclistica della Valpolicella e Valdadige, l’itinerario 11 ricalca, utilizzando la viabilità esistente su strade di campagna o a basso traffico automobilistico, il probabile tracciato in Valpolicella della Via Claudia Augusta Padana. La strada romana collegava Donauwörth ad Ostiglia. e rimase per molto tempo l’unica arteria che collegava le regioni retiche all’adriatico. Lo studio delle aree di rinvenimento di miliari tardo antichi al Nassar, a Corrubio, a Volargne attribuibili alla via romana, con le numerose iscrizioni funerarie e le sepolture di età romana ritrovate in Valpolicella, lasciano supporre che la strada era parallela e più a nord all’attuale strada del Brennero. Questo asse principale, che passava dal Quar, Corrubio, Villa Pulle e Prunea, metteva in comunicazione i centri abitati con una rete di viabilità secondaria.


Vendemmia in un vitigno allevato a pergola (foto Sergio Pasetto)

L’itinerario 11 inizia a Verona, da Lungadige Attiraglio. Da Parona, un lungo tratto rettilineo e asfaltato passa dalla località terminon, dove inizia la tabellazione dei percorsi della Valpolicella e Valdadige. Proseguiamo dritto su via Valpolicella, fino al Quar dove si incrociano l’itinerario 11B per Arbizzano e Negrar. Si svolta a sinistra e si prosegue su strada bianca costeggiando la villa del Quar. Superata la fontana del Quar, all’incrocio successivo svoltiamo a destra, per prendere poi la prima strada bianca a sinistra, via dei Sabbioni, una strada bianca che costeggia villa delle Cedrare e la fontana delle Cedrare. Continuiamo dritti su via Claudia Augusta per arrivare alla chiesa di San Martino, che ha all’interno sulla parete nord un bel affresco del X secolo. A destra della chiesa vi sono alcuni resti della quattrocentesca villa Banda. Superata villa Banda prendiamo la strada a destra per arrivare in piazza a Corrubio.

Percorso 11 Chimera
Bassorilievo con chimera in piazza a Corrubio di Negarine

Corrubio è passata alla storia per la tremenda deflagrazione, causata dall’esplosione la notte del 25 Aprile 1945, del deposito di esplosivi, sotto la collina del Sausto ad opera della Wehrmacht. Ventinove abitanti persero la vita quella notte. I danni al paese furono enormi: 33 case distrutte, 91 lesionate e ingenti furono i danni al patrimonio artistico, considerato che la quattrocentesca Villa Banda rimase distrutta, mentre la Chiesa di San Martino riportò gravi danni. In piazza a Corrubio una lapide in memoria, riporta la frase di Berthold Brecht: “Felici i popoli che per vivere non hanno bisogno di eroi”. Sopra la lapide è stato posto un grande plinto di pietra, con due bassorilievi raffiguranti due chimere facente parte di un monumento funerario romano, che per secoli era usata come panchina davanti alla chiesa di S. Martino.

Autunno Valpolicella
Impianto a guyot di vigneto in autunno (foto Sergio Pasetto)

Al semaforo della piazza di Corrubio, giriamo a sinistra e a villa Amnistà giriamo a destra, proseguendo su via Negarine costeggiando villa Sgaramoso Sacchetti. Poi proseguiamo su via Calandrine, viale con una bella alberatura di cipressi. All’incrocio giriamo a destra per villa Pulle dove prendiamo a sinistra su strada bianca, quella della foto in evidenza. Strada che è rimasta non asfaltata e quindi a basso traffico automobilistico, grazie ad un parere della Sopraintendenza, arrivato dopo iniziative a favore della tutela del paesaggio promosse anche da FIAB. Passiamo davanti a villa Costanza e all’incrocio giriamo a sinistra, qui possiamo vedere i due principali modi di allevamento della vite in Valpolicella. Il tradizionale a pergola, condotto in qui da Adriano Piacentini con il metodo della lotta integrata, e a sinistra il guyot. All’incrocio (a sinistra percorso 16A per Pescantina) proseguiamo a destra su strada bianca sotto il colle di Cariano costeggiando il muro di villa Saibante Toffalori. All’incrocio proseguiamo dritti su una lunga strada bianca affiancata da qualche ciliegio, al successivo incrocio prendiamo a destra per Prunea di Sotto.

Traccia itinerario 11

Attraversiamo la strada provinciale per Gargagnago e alla rotonda giriamo a sinistra, (incrocio con il percorso 16A-Fumane) per Corniano su strada asfaltata e successivamente per Sant’Ambrogio di Valpolicella. A Sant’ambrogio di Valpolicella ( incrocio con il percorso 47) prendiamo a sinistra in discesa in direzione di Domegliara, costeggiamo villa Rovereti Zurla, attraversiamo il centro di Domegliara e all’incrocio successivo troviamo il collegamento per la Cicladige (percorso 11C). Facile collegamento tutto asfaltato per Volargne, Dolcè, Peri e Borghetto. Il percorso 11 prosegue a sinistra per superare la ferrovia e la statale del Brennero. Raggiungiamo Ponton e villa Nichesola (incrocio con il percorso 46-Dolcè) e seguendo la strada arriviamo al Ponte sull’Adige, da dove ci si raccorda con la Ciclopista del Sole.

Tabelle percorsi 11 e 11B (foto Marco Passigato)

Punti di interesse durante il percorso
A San Pietro in Cariano: villa del Quar, fontane delle Cedrare e del Quar, villa delle Cedrare, villa Sgaramoso, villa Galtarossa, villa Costanza, villa Toffalori, villa Amnistà, villa Banda, chiesa di S. Martino, chiesa di San Rocco. A Garganago: villa Serego Alighieri. A Ponton: villa Nichesola. A Sant’Ambrogio: villa Brenzoni. Lungo i 18 km di percorso si possono osservare alcuni reperti romani. 15 km sono asfaltati e 3 sono su strada bianca. Adatto a tutte le biciclette, non richiede particolare allenamento.

Clicca qui per visualizzare la mappa sulla piattaforma Alltrails (ex gpsies).
Loggandoti al sito potrai scaricare la traccia gpx.
Mappa OCM dell’itinerario 11

Foto in evidenza “Tra ville e Vigneti”. Itinerario 11 nei pressi di Villa Costanza (foto Sergio Pasetto)

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Marco Tosi

Pedala tutti i giorni in ogni stagione, percorrendo oltre 10000 km in bici ogni anno. Usa quattro biciclette, una bici vecchia "da palo" sempre pronta davanti casa, una pieghevole da cicloturismo per i viaggi in treno, una e-bike per andare velocemente al lavoro e una MTB in carbonio per le lunghe percorrenze. In FIAB da quasi trentanni è resiliente a Pescantina dove coltiva un'altra sua passione: l'orto biologico. marcotosinurse@gmail.com
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