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Percorsi in Valpolicella e Valdadige: Itinerario 46

Corno, Settimo, Pescantina, Ponton, Volargne, Ciclabile Ceraino, Dolcè, Peri, Borghetto

Nella rete ciclistica della Valpolicella e Valdadige, l’itinerario 46, utilizzando tratti ciclabili e strade asfaltate a basso traffico automobilistico, mette in comunicazione, attraversando la Valpolicella, Verona e la Ciclovia del Sole con la recente ciclabile Adige-Terra dei Forti della bassa Vallagarina. Itinerario di 39 km pianeggiante e  asfaltato; su viabilità minore fino a Volargne, poi per circa 25 km prevalentemente in sede propria fino a Borghetto. La segnaletica termina a Peri, l’itinerario prosegue sulla ciclovia “Terra dei Forti” per congiungersi di nuovo alla Ciclovia del Sole a Borghetto d’Avio.


Acquedotto di villa Bertoldi

Il percorso inizia dalla Ciclovia del Sole (percorso 10) all’altezza del Corno alto costeggiando la monumentale villa D’Arco Sagramoso Sacchetti che sorge su un terrazzo alluvionale a destra del fiume Adige, da questa posizione lo sguardo spazia sulla Valpolicella. Scendiamo verso la chiesa del Corno e attraversiamo il ponte di Settimo di Pescantina. Si prosegue dritto per poco e si svolta alla prima a sinistra. Questa prima parte del percorso è comune anche con il percorso 16 e con la VIA. Lasciamo alle spalle le ville Sparavieri, Bricci e passiamo a fianco dell’antico canale/acquedotto finalizzato all’irrigazione dei campi della tenuta di villa Bertoldi.

Valdadige vista dal percorso 46

Siamo sulla strada alzaia della sinistra Adige, strada che riprenderemo come ciclabile a giunti a Volargne. Proseguendo dritto fino all’incrocio e prendiamo a sinistra sulla breve ciclabile per attraversare il progno di Fumane e dopo il parco per BMX (a sinistra prosegue il percorso 16) prendiamo in salita a destra costeggiando corte la Presa, proseguiamo per prendere la ciclabile della strada Postale Vecchia, un rettilineo che ci porta a fino a Balconi, dove prendiamo la Rotonda (incrocio con il percorso 16A) e ci portiamo a sinistra scendendo fino al semaforo di via Moceniga. A sinistra dell’incrocio abbiamo l’azienda agricola e l’enoteca biologica di Sandro Lanza, che ha ospitato numerose iniziative FIAB, da decenni impegnato nell’agricoltura sostenibile e nel biologico, vecchio amico di Luigi Veronelli. Giriamo a destra e percorriamo la rettilinea via Bardoline, superiamo il centro termale per raggiungere l’incrocio per Ponton e Domegliara (incrocio con il percorso 11) dove giriamo a sinistra costeggiando villa Nichesola e al successivo incrocio proseguiamo per via del Marmo (incrocio pericoloso, prestare molta attenzione). La via del Marmo è la strada delle segherie di Volargne. Arriviamo a Volargne passando davanti a Villa del Bene e al suo accesso al fiume Adige, la villa ricca di affreschi è una delle poche ville visitabili della Valpolicella.

Affreschi a villa Del Bene (foto Giorgio Zamboni)

Volargne è vicina alla linea ferroviaria del Brennero, Durante la seconda guerra mondiale fu pesantemente bombardata. Con la missione 2662, quattro aerei americani, provenienti da Grosseto, bombardarono un convoglio tedesco composto da 10 carri, fermo prima della galleria di Volargne e carico di viveri, medicine, tritolo e munizioni pronti per la spedizione in Germania. Il primo caccia, mancò il bersaglio; il secondo, del tenente Charles Kitowski, colpì il convoglio e causò una strage con la distruzione del paese. Il terzo aereo, con Frierson, restò coinvolto nel vortice dell’esplosione e cadde; il quarto  si mise in salvo. Erano le 14:20 del 21 novembre del 1944. Le vittime accertate furono 64, quasi tutti civili, di cui solo 32 identificate. L’esplosione fu violentissima, la valle della Chiusa fu invasa da un fumo denso che impediva di vedere. L’onda d’urto prodotta dall’esplosione interessò tutta la valle spingendosi fino a Cavalo, dove fece crollare tetti e rese pericolante la chiesa vecchia.

Itinerario 46 in autunno nei pressi di Cerarino

La chiesa venne restaurata nel 1980 a seguito di un temporale che ne danneggiò definitivamente il tetto e ne rovinò gli affreschi. Con il restauro della chiesa venne scoperta una preziosa ara arusnate rovesciata nel pavimento (damnatio memoriae) votata dal Flamen Caius Poblicius Capito alla dea Lualda o Lua una volta diventato manisnavius. Il popolo degli arusnati abitava il teritorio della Valpolicella, dal nord di Verona fino alla Chiusa secondo alcuni autori, fino ad Ossenigo secondo altri, dal V secolo a.C.. In epoca romana avevano autonomia religiosa e amministrativa (Pagus Arusnatium). Attraversato il paese di Volargne, dopo la chiesa, si gira a sinistra per prendere la CiclAdige (incrocio con il percorso 11C). Il primo tratto della CiclAdige è sul sedime della vecchia strada alzaia o cavallara. La strada alzaia era utilizzata per il trasporto via Adige, di lavorati del settore lapideo e altre merci. Erano necessari 7-8 uomini per barca e altrettanti per guidare i cavalli o i buoi al traino. La strada alzaia che corre, ben riconoscibile, da Ceraino fino a Verona passando da Pescantina sulla sinistra Adige, è un percorso oggi praticabile con attenzione solo in MTB. Se interamente trasformata in ciclabile rappresenterebbe il naturale collegamento Verona-Trento

Tabella CiclAdige e il forte Wohlgemuth

Altra caratteristica di questo tratto nei pressi di Ceraino sono i forti del gruppo di Rivoli. Una serie di fortificazioni austriache costruite  dal 1850, a difesa della Vallagarina e della Chiusa. Sono il Forte Hlawaty (Forte di Ceraino), il Forte Mollinary (Forte di Monte), il Forte della Chiusa, a Ceraino, in pianura a controllare il passaggio della strada e della ferrovia in direzione del Brennero.Un altro forte si trovava invece sul lato destro dell’Adige: Forte Wohlgemuth, (Forte Rivoli), nel comune di Rivoli Veronese, posto sul monte Castello a 227 m slm, fra i quattro è il meglio conservato. Una vecchia strada militare percorribile a piedi o in MTB, lunga 3,8 km, collega Ceraino al Forte di Ceraino e al Forte di Monte.

L’adige visto da Rivoli

La Chiusa è una gola costituita da pareti di calcare oolitico. Particolarmente resistente all’erosione, ha obbligato il fiume Adige a scorrere in un tortuoso percorso, prima dello sbarramento dell’anfiteatro morenico di Rivoli Veronese e del baluardo roccioso della Chiusa. Questo ha permesso durante la preistoria la formazione di un bacino lacustre,che è stato usato probabilmente come zona di caccia, in base ai ritrovamenti preistorici del riparo sottoroccia Soman (a nord di Ceraino) datati dal 11000 AC al 5000 AC.

Peri (foto Giorgio Zamboni)

Il percorso prosegue verso Dolcè fra i vitigni autoctoni di Casetta ed Enantio o Lambrusco a foglia frastagliata. Tra Dolcè e Peri sul percorso troviamo il Bosco dei Poeti. Prima di arrivare a Peri ci sono una breve salita con pendenza impegnativa e una corta galleria illuminata. Si arriva a Peri uscendo dal bosco e costeggiando sempre con ciclabile in sede propria la statale 12. A Peri troviamo l’incrocio con il percorso 59 della mitica Peri Fosse, oppure attraversando il ponte in direzione di Rivalta ritrovamo la Ciclovia del sole . La tabellazione del percorso 46 termina qui, ma la ciclabile continua in direzione di Borghetto sempre tra vigneti di Enantio, Casetta e Pinot grigio. Le stazioni di Domegliara, Peri, Dolcè e Borghetto, tutte lungo il percorso, danno a questa ciclabile la possibilità di essere raggiunta in diversi punti o di ritornare con il treno.

Punti di interesse durante il percorso
Al Corno: villa Sagramoso Sacchetti D’Arco. A Settimo: le ville Bricci, Sparavieri, Bertoldi. A Balconi: il monumento ex internati. A Ponton: villa Nichesola. A Volargne: villa Del Bene. A Ceraino: l’anfiteatro morenico di Rivoli, la Chiusa e i forti austriaci. A Settimo e Volargne: la strada alzaia. A Dolcè: il bosco dei Poeti. Quattro stazioni ferroviarie sono sul percorso: Domegliara, Dolcè, Peri e Borghetto. Il fiume Adige si può osservare durante tutto il percorso di 39 km, quasi totalmente su strada asfaltata. 25 km sono in sede propria della CiclAdige a cui vanno aggiunti altri km di ciclabili minori lungo l’itinerario. Adatto a tutti i tipi di biciclette, può essere percorso durante tutto l’anno. Richiede allenamento se percorso in andata e ritorno. 390 mt di dislivello in totale.

Clicca qui per visualizzare la mappa sulla piattaforma Alltrails (ex gpsies).
Loggandoti al sito potrai scaricare la traccia gpx.
Mappa OCM dell’itinerario 11
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Marco Tosi

Pedala tutti i giorni in ogni stagione, percorrendo oltre 10000 km in bici ogni anno. Usa quattro biciclette, una bici vecchia "da palo" sempre pronta davanti casa, una pieghevole da cicloturismo per i viaggi in treno, una e-bike per andare velocemente al lavoro e una MTB in carbonio per le lunghe percorrenze. In FIAB da quasi trentanni è resiliente a Pescantina dove coltiva un'altra sua passione: l'orto biologico. marcotosinurse@gmail.com
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