Mobilità Urbana

Progettare ciclabilità sicura

Una guida all'applicazione del DL 76/2020


La pandemia, oltre ai molti disagi e ai drammi che purtroppo ben conosciamo, ha portato con sè una riflessione sugli stili di vita e una serie di insegnamenti di cui abbiamo raccontato sulla nostra rivista. La consapevolezza della necessità di una svolta radicale, specialmente nel contesto urbano, in particolare nell’ambito della mobilità, ha spinto molti governi ad adottare provvedimenti innovativi, attuando scelte coraggiose (e necessarie) per incrementare le quote di mobilità individuale attiva, riconoscendola valida alternativa all’uso del mezzo pubblico (che in questo scenario pandemico sta toccando i suoi minimi storici per gli evidenti limiti dettati dalle necessità del distanziamento) ed evitando il ricorso all’auto privata, già prima insostenibile, senza bisogno di immaginarne un ulteriore sviluppo.

Le pubblicazioni degli organismi sovranazionali in tema di buone pratiche di progettazione urbanistica si sono susseguite nei mesi copiose e sempre più dettagliate nel fornire esempi, proposte e quadri normativi di riferimento. Molte città nel mondo, le metropoli in testa, ma anche centri di più modeste dimensioni, hanno recepito i suggerimenti mostrando fiducia nella possibilità di un cambiamento, attuando provvedimenti spesso semplici ma di grande efficacia, compiendo decisi balzi in avanti. Anche di questo abbiamo raccontato, sulla rivista Ruotalibera e sulle nostre newsletter, molto spesso guardando fuori dai nostri confini. Ma in Italia?

L’Italia non è stata ferma. In particolare il Decreto “Rilancio” (ne abbiamo parlato in un articolo qui) e il successivo Decreto “Semplificazioni” hanno introdotto alcune importanti novità in tema di ciclabilità, importando nel nostro ordinamento concetti già noti da molti anni all’estero, dove sono applicati con successo. Stiamo parlando delle corsie ciclabili, del doppio senso ciclabile, delle case avanzate, delle strade ciclabili.

Per aiutare le amministrazioni locali nel delicato compito di implementare queste novità sul territorio, un gruppo di lavoro composto da urbanisti, progettisti ed esperti a vario titolo di mobilità (ci piace notare che più di metà dei redattori del documento sono di matrice FIAB), ha realizzato una guida agile, che puoi scaricare dal link qui sopra, in testa all’articolo. Ricca di esempi e corredata da ampia documentazione fotografica, si propone di illustrare le nuove norme ai tecnici delle amministrazioni, fugando i dubbi in materia, spiegando con chiarezza i punti di forza dei vari provvedimenti e rafforzando gli aspetti positivi che dovrebbero derivare dalla loro adozione, per “imbastire un nuovo abito per la strada”. Considerazioni importanti e quantomai necessarie.

Le nuove norme hanno infatti suscitato un forte dibattito, in alcuni casi molto acceso, come hanno dimostrato i pesanti commenti da parte dei vertici ACI in tutta Italia.

Si tratta invero di provvedimenti molto semplici sebbene rivoluzionari, che portano un grande contributo di novità nel modo di intendere la strada, considerata sempre più come uno spazio di condivisione tra veicoli e utenti diversi anziché un luogo destinato in modo quasi esclusivo alle auto, dove ciclisti e pedoni sono confinati in spazi di risulta, ghetti ove segregare ciò che può costituire intralcio alla circolazione.

La “fluidificazione del traffico”, questo paradigma mitico che ci portiamo sulle spalle da decenni, sta mostrando i suoi limiti e sembra sul punto di vacillare. Nuovi scenari si prospettano, ed è naturale che qualcuno si spaventi. Ma è il futuro, bellezza, e avanza in barba a ogni tentativo di fermarlo. Noi che lo stiamo aspettando da tempo, ci rallegriamo di questa accelerazione e ci impegniamo perché il progresso avanzi con ancor maggiore velocità. E questa sicuramente è una velocità che ci piace.


LEGGI QUI PRIMA DI CHIUDERE…

Avrai notato che, nonostante il momento di difficoltà, le nostre attività continuano. Oltre al programma per il tempo libero, con la ricca offerta di uscite, incontri e vacanze, non si è mai fermata (e non ha intenzione di farlo) la nostra azione quotidiana di sensibilizzazione nei confronti di cittadini e amministratori, per suggerire e stimolare provvedimenti a supporto della conversione a un sistema di mobilità nuova (dolce, attiva, multimodale, integrata…) per un nuovo modello del vivere nel contesto urbano (e oltre).

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Luciano Lorini

Veronese, classe 1967, marito e padre. Informatico di professione, coltiva mille passioni con cui impiega il sempre troppo poco tempo libero: musica, lettura, cinema e teatro, oltre a computer e bicicletta. Cittadino attento e sensibile, si interessa alla vita sociale e politica e pedala per la città perché crede nella bici come viatico per un maggior benessere, individuale e collettivo.
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