Vita associativa

Assemblea dei soci di FIAB Verona

Nessun effetto speciale quest’anno all’assemblea di FIAB Verona, cioè nessun ospite esterno, piuttosto un’assemblea dal taglio tecnico, caratterizzata dalla consueta presentazione del rendiconto economico e dello stato patrimoniale dell’associazione, dall’elezione del nuovo Consiglio Direttivo, ma anche dall’obbligo di modificare la denominazione sociale di FIAB Verona Onlus in FIAB Verona APS (Associazione di Promozione Sociale) e modificarne lo statuto in obbedienza alla legge di riforma del Terzo Settore.

Parlando di bilancio il tesoriere Roberto Beccaletto ha spiegato che il disavanzo passivo di 17.000€ circa non può essere certo motivo di euforia, ma nemmeno di eccessiva preoccupazione: in primo luogo il disavanzo si spiega col fatto che il contributo ricevuto dal Comune di Verona per il servizio di marchiatura delle biciclette è stato incassato in due rate nel 2016 e nel 2017 mentre è da riferire a 3 anni di attività previsti nel contratto col Comune, cioè a 2016, 2017 e 2018; in secondo luogo non va dimenticato che la situazione patrimoniale dell’associazione è solida, non ci sono debiti, anzi si ha un’apprezzabile riserva di liquidità.

Qualche considerazione sull’andamento economico tesoriere e soci presenti l’hanno comunque condivisa: da un lato si prospetta un aumento delle spese di affitto della sede, dall’altro negli ultimi anni si è registrato un costante calo delle entrate relative alle ciclovacanze che non raggiungono più come nel passato il tutto esaurito (crisi economica, concorrenza delle ciclovacanze proposte da FIAB nazionale). I presenti hanno convenuto che la gestione deve essere oculata, che vanno evitate spese inutili, ma che è bene non tagliare ulteriormente quelle relative alla comunicazione perché la rivista Ruotalibera, il programma annuale, il sito, i social sono tutti strumenti importanti per diffondere il nostro pensiero sulla mobilità urbana attiva e per far conoscere le nostre proposte cicloturistiche.

Nella sua esaustiva comunicazione il presidente Corrado Marastoni ha sottolineato che FIAB Verona ormai è percepita in città e provincia come l’unica voce realmente rappresentativa e autorevole sulla mobilità ciclistica. Ciò ci impegna sempre più nella missione di fare cultura in una realtà che ancora non capisce che la mobilità attiva (in bicicletta, a piedi e coi mezzi pubblici) non è solo un modo di muoversi gradevole e salutare da smart people, ma anche la soluzione giusta per dare una speranza di cambiamento a città sempre più caotiche e inquinate. L’acquisita autorevolezza ci impegna anche a fare costantemente pressione sull’amministrazione cittadina affinché avvii i cantieri per le 3 nuove ciclabili annunciate (vedi campagna dei manifesti “C’è pista per te” del Comune in collaborazione con FIAB) e osi finalmente introdurre serie misure di disincentivazione della mobilità privata a motore (non bastano i mobility day!).

Il presidente, molto attivo anche nel Coordinamento Veneto FIAB, ha puntualizzato poi che la Regione, con la quale FIAB collabora da anni, considera sì importante lo sviluppo della rete cicloturistica, perché apporta benefici economici e garantisce visibilità e consenso popolare, ma purtroppo non lo gestisce con una pianificazione razionale mirata al completamento e alla manutenzione delle tratte esistenti, ma con getti di risorse assegnate “a regia” (ovvero, decise direttamente dalla giunta, senza consultare FIAB) tanto considerevoli quanto imprevedibili nei tempi e nei modi.

Concludendo, il presidente ha ringraziato tutti coloro che con lui dedicano tempo ed energie all’associazione come puri volontari, animati solo dalla passione e dall’ideale di una città e un mondo migliore, e si appella a quanti condividono questi sogni perché si coinvolgano e diano una mano: potremo continuare a realizzare Bimbimbici a Verona e a Legnago, Premia il Ciclista, Ciclista Illuminato, banchetti in piazza, collaborazioni con enti ed eventi cittadini, uscite in giornata per tutti, corsi ed eventi in sede e molto altro solo se saremo in tanti a collaborare.



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