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Ciclonotturna – Atto secondo

Verona bici notte: seconda edizione, secondo successo

Notturna, la magica parola appena immessa nel web rimbalza per misteriosi canali da smartphone a smartphone diffondendo il messaggio. Alla fine non siamo riusciti nemmeno a contare i partecipanti, stimiamo in circa 170. Alcune piacevoli sorprese: giovani probabilmente in cerca di una serata più sana e divertente del solito spritz al bar; famiglie con ragazzini di 7-8 anni infaticabili pedalatori; altri più giovani trasportati sul seggiolino (chissà che ricordo ne avranno); diversi “cittadini UE” di varie nazionalità; un tandem e persino un partecipante con handbike assistita che ci ha seguito con entusiasmo e senza particolari difficoltà su tutto il percorso. Sicuramente il più contento della serata.

Alcuni avranno notato la presenza, con assoluta discrezione, di una famiglia in cui uno dei genitori ha molto a che fare con lo sviluppo della ciclabilità regionale. Può anche essere che nella confusione generale della partenza in una piazza San Zeno affollatissima si sia aggiunto qualche “portoghese” ma non importa. Già in piazza Corrubbio si sentivano i commenti di sorpresa dai tavoli dei bar: ma ci ei, quanti ei?.

Aiutati all’andata dalla Polizia Municipale nei passaggi più difficili, siamo passati sull’argine fuori Porta Fura e poi ci siamo infilati sull’alzaia Adige da lungadige Catena al Bottagisio. Complice il livello acqua insolitamente alto per il periodo è stato un passaggio molto suggestivo che ha dato il senso dell’avventura pur essendo ancora in città. Poi abbiamo deviato verso località Sorte, siamo passati sotto il ponte della ferrovia di Parona rientrando sulla provinciale alla centrale elettrica per immetterci finalmente sulla ciclabile Biffis fino a superare San Vito al Mantico. Da qui è iniziato il ritorno: percorrendo stradine semisconosciute siamo rientrati sulla ciclabile Biffis ripercorrendola fino in fondo.

Nonostante ci fosse quasi luna piena le nuvole ci hanno impedito di godere della magia del cielo stellato. Forse meglio così, si è evitata qualche distrazione con possibili tamponamenti!

A questo riguardo chi stava in coda come me ha potuto apprezzare i tre “Corrieri in bici Verona” che hanno brillantemente risolto qualche piccolo problema meccanico ad alcune bici. Simpatici, instancabili sempre pronti alla battuta: dopo un giorno di lavoro a pedalare ci hanno accompagnato in tutto il percorso.

Nel tratto fine ciclabile Biffis-Chievo, nonostante fosse quasi mezzanotte, purtroppo non mancavano le automobili a superare un gruppo lungo quasi mezzo chilometro rischiando frontali con i veicoli provenienti dalla parte opposta. Questo tratto, l’unico non in sede propria da Passo Resia e dal Brennero a Verona va assolutamente completato in fretta (messaggio non casuale dello scrivente ai nostri amministratori)!

Meritata sosta ristoro al centro Bottagisio. Noi volontari avevamo preparato un minuzioso piano di rientro soprattutto per l’attraversamento di Corso Milano ma, vista l’ora tarda, quasi tutti i partecipanti sono partiti autonomamente. Questo ci ha facilitato ma sarebbe stata bella una foto finale a San Zeno. Che ci possiamo fare, così è andata!

Pensierino finale ai lettori: ricordatevi che FIAB Verona non si ferma mai quindi segnate queste due date: 20 agosto e 14 settembre… Da ultimo grazie a tutti i soci che hanno aiutato ed ai partecipanti che hanno condiviso con noi questa seconda “Verona bici notte”!

(da Ruotalibera 163 – luglio-settembre 2019)

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Giorgio Migliorini

Classe 1951, ex ingegnere (ma un ingegnere è per sempre). Ha guidato generosamente le sorti dell'associazione per cinque anni, dal 2012 al 2017, dimostrandosi al contempo equilibrato e determinato, senza mai mancare di visione e capacità strategica. Dal 2017 è Vicepresidente, molto presente e attivo ovunque ci sia bisogno del suo aiuto. Amante della Cina (si dice sinofilo), ne ha studiato a lungo lingua e costumi, prima di avventurarsi a verificare le sue conoscenze sul posto, in una serie di viaggi incredibili in compagnia della moglie Claudia. Uomo dalle solide basi razionali, preferisce affidarsi alla certezza delle formule, piuttosto che all'incertezza delle poesie; questa predisposizione fa sì che sappia cogliere la bellezza anche in una zona industriale, mentre una ciclabile lungo un canale riuscirà ad affascinarlo solo in presenza di ardite opere di ingegneria idraulica.
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