El canton del Bepo

Le maxi automobiline

El canton del Bepo - Ruotalibera 152

La crisi imperante e drammaticamente vera, sulle strade della nostra città si nasconde molto bene. Se avete tempo e voglia, date un’occhiata a quante auto passano in un minuto, quanti viaggiatori contengono e che dimensioni hanno.

Tanti anni fa, diciamo più opportunamente decenni, si distinguevano facilmente i ricchi dai poveri guardando le dimensioni dell’auto. Le auto dei poveri avevano dimensioni (e costi) molto ridotte, quelle dei ricchi, al contrario erano lunghe, larghe e costose.

Poi qualcuno cominciò a comprarsi il fuoristrada. I primi che lo fecero venivano considerati degli originaloni, a meno che non fossero dei grossi proprietari terrieri che usavano la “jeep” per girare sulle capezzagne dell’azienda di famiglia.

Poi, con la crisi economica, arrivarono i SUV: automobilone vaste, alte e pesanti, con ruote da camion, usate soprattutto dalle giovani mamme per portare i bambini a scuola.

Con l’aggravarsi della crisi, tutte le case automobilistiche si buttarono decisamente sui modelli SUV, allargando, alzando e rinforzando tutti i modelli della loro gamma.

Il colmo si raggiunse nel momento in cui qualcuno ebbe l’idea di trasformare in SUV le auto più piccole della gamma prodotta, quelle che un tempo erano destinate ai ragazzi neo patentati per la loro maneggevolezza e per la loro economicità.

Se fosse vero il motto latino “motus in fine velocior” (il movimento accelera verso la fine della corsa), potremmo sperare che questa fioritura di maxi automobiline fosse il canto del cigno della civiltà delle auto. Il maxi ingorgo è vicino?

Si diceva che le gonne, in tempo di crisi si alzano. Anche le auto, evidentemente.

Basta, ho finito le battute, in tutti i sensi, e la sveglia mi ricorda che è ora di prendere la pastiglia delle 22 che, fatalità, è una pastigliona!

(da Ruotalibera 152 – marzo/aprile 2017)

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Bepo Merlin

Giuseppe Merlin, per tutti Bepo, ciclista urbano e appassionato cicloturista, va in bici da sempre, ma più convintamente da quando, a seguito del primo infarto, il medico gli ha detto di essere in debito della vita nei confronti della sua due ruote. Da allora si spende senza risparmio per la promozione della ciclabilità, in veste di socio-attivo e animatore di uscite e serate culturali. È stato anche Direttore di FIAB nazionale (succedendo all'indimenticato Gigi Riccardi e prima dell'attuale Francesco Baroncini), lasciando di sè un bellissimo ricordo in tutti coloro che hanno avuto il piacere di incontrarlo e conoscerlo, durante una delle sue molte "visite pastorali" in giro per le varie associazioni d'Italia. Tuttora collabora con FIAB Verona in mille forme e con mille strumenti, tra i quali spicca la penna, la sua "arma segreta", che Bepo maneggia con destrezza e rara efficacia. Chiunque legga i suoi scritti, infatti, non può non apprezzarne l'onestà intellettuale e la lucidità di analisi. Da tempo immemorabile tiene la sua personale rubrica "El cantòn del Bepo" nell'ultima pagina della rivista Ruotalibera, di cui è stato per anni capo redattore, riorganizzandola nella veste e nei contenuti così come la vediamo oggi. È stato anche tra i promotori e forti sostenitori della rivista nazionale BC, importante mezzo di comunicazione per le associazioni FIAB italiane e indispensabile organo di diffusione del miglior "ciclopensiero".
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